Riformare il Tso a partire dalla persona coinvolta e dalla sua centralità

Di Michele Capano.

Va salutato con apprezzamento il progetto presentato dal “forum salute mentale” relativo alla riforma del trattamento sanitario obbligatorio.

Sulla scia della proposta di Radicali Italiani, si vieta in modo esplicito il ricorso alla “contenzione meccanica”.
Positiva e di estremo interesse anche la previsione di un percorso graduale per rendere effettivamente “extrema ratio” il trattamento sanitario obbligatorio.

Gravemente insufficiente, persino ridicola, la graziosa figura del “garante”, che in quanto non scelto dall’interessato perpetua l’equivoco di una procedura nella quale si vuole ignorare come venga disposto un trattamento sanitario contro la volontà di una persona. Questa persona, direttamente ed attraverso un legale, deve avere diritto di interloquire su quanto accade, per contestarlo.

La indisponibilità intellettuale del “forum salute mentale” a porsi in un’ottica di garanzia dei diritti e delle libertà dell’individuo si misura anche nella grave assenza di strumenti di informazione e conoscenza della procedura per chi vi è coinvolto (diversamente dalla proposta di Radicali Italiani).

Ci fa piacere verificare il superamento delle bislacche posizioni secondo cui “la 180 non si può toccare”, perché toccarla darebbe la stura a proposte di riforma in senso “peggiorativo”.

Radicali Italiani si farà promotore di iniziative di confronto, magari di possibile lavoro per unificare il testo. Crediamo nel dialogo, con tutti. Noi.

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