Un’Italia frammentata: atteggiamenti verso identità nazionale, immigrazione e rifugiati in Italia

Rapporto redatto da “More in common”, Tim Dixon, Stephen Hawkins, Laurence Heijbroek, Míriam Juan-Torres, François-Xavier Demoures

In un momento di forti rivolgimenti politici, questa relazione cerca di fare il punto sull’opinione che gli italiani hanno del proprio paese e del suo posto nel mondo, e sul rapporto con coloro che vi risiedono senza cittadinanza. In Italia è tempo di barriere, l’89% della popolazione descrive la nazione come divisa.

Le elezioni del 2018 hanno prodotto una coalizione di governo inedita tra il MoVimento 5 Stelle e la Lega, entrambi partiti a componente populista, eletti sull’onda di un sentimento anti-sistema e con la promessa di mettere “prima gli italiani”.

Come rivelano le ricerche riassunte in questa relazione, i cittadini sono profondamente frustrati dalla classe dirigente, dalla corruzione e dalle disuguaglianze, hanno l’impressione che il sistema sia marcio e temono per la mancanza di opportunità con cui si scontrano le nuove generazioni. Sono delusi da un’Unione Europea che non ha saputo sostenerli, e sono particolarmente irritati nei confronti degli altri paesi che non hanno aiutato l’Italia a gestire le frontiere marittime. In un’epoca di profondo scetticismo verso le soluzioni convenzionali, cercano un cambiamento.

In Italia, il dibattito che precede le elezioni di marzo 2018 assegna un ruolo centrale al tema dell’immigrazione e dell’“estraneazione” di gruppi specifci. Gli italiani citano l’immigrazione fra i problemi più urgenti, anche grazie al contributo dell’ampia copertura mediatica riservata agli sbarchi nel Mediterraneo nel corso del 2017, che ha concorso ad aumentare l’insicurezza percepita.

In tutta Europa, i partiti di estrema destra vedono in questo clima politico e sociale un’opportunità per migliorare la propria reputazione o addirittura per arrivare a posizioni di governo. Il loro copione prevede un uso sofsticato della tecnologia digitale e una narrativa semplifcata che dipinge l’immigrazione come un’invasione, i migranti come una minaccia per la sicurezza, l’economia e la cultura, e le élite governative come distanti dalla realtà e incapaci di controllare le frontiere. Un’economia in diffcoltà e l’alto tasso di disoccupazione giovanile sono il terreno più fertile per la propaganda socialmente divisiva e la ridefnizione di un’identità nazionale basata sull’esclusione, sintetizzata nello slogan della Lega: “prima gli Italiani”.

Tuttavia, come evidenzia questo rapporto, nonostante l’idea diffusa che l’immigrazione sia un male per il paese, la maggioranza degli italiani prova sentimenti di solidarietà ed empatia per gli stranieri: l’opinione pubblica italiana spesso è più sfaccettata di quanto si immagini.

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