Quale futuro per +Europa? Una proposta

di Massimiliano Iervolino, membro della Direzione di Radicali italiani

Subito dopo il 4 marzo diversi candidati, militanti ed elettori di +Europa si sono posti una semplice domanda: quale futuro per la Lista capeggiata da Emma Bonino? A questo quesito stanno tentando di fornire una risposta i saggi i quali, nominati dai soggetti costituenti, dovrebbero fornire ai membri dell’Assemblea di +Europa una bozza di Statuto che, pena la fine del soggetto, dovrà obbligatoriamente essere approvata all’unanimità entro e non oltre il 30 giugno.

La situazione è molto complessa giacché scrivere un nuovo Statuto non è mai cosa semplice: la cosiddetta forma partito è sempre argomento ostico e lo è ancora di più quando l’articolato deve tener conto delle diverse sensibilità di tre soggetti politici. Infatti ad oggi siamo in un vicolo cieco: la bozza Dupuis non trova l’unanimità dei consensi. La cosiddetta soluzione mista – che da una parte tenta di dare un peso ai tre soggetti costituenti e dall’altra apre alle iscrizioni dirette a +Europa – non convince. A ciò si aggiunga che la cosiddetta bozza Dupuis definisce la natura [elettorale] del soggetto politico accantonando conseguentemente quell’idea di partito Pan-europeo più volte richiamata da Marco Cappato.

La proposta che ho fatto durante il seminario di Radicali Italiani parte dalla convinzione che, per uscire dalle impasse, almeno per un anno l’eventuale parte costitutiva di +Europa si debba tenere separata dall’Assemblea di +Europa, costituita dai segretari delle tre componenti più il Presidente, ossia da quell’organismo che determina le decisioni elettorali.

Per governare la fase costitutiva si approvi uno statuto transitorio molto snello, con alcuni principi e obiettivi, prevedendo un minino di struttura organizzativa, aprendo all’iscrizione diretta [50 euro] ma inserendo una soglia di iscritti da raggiungere entro le europee del 2019 come condizione necessaria e sufficiente per convocare un Congresso costituente da tenersi nella seconda metà del 2019. Il raggiungimento di un obiettivo minimo di iscritti [5.000? 6.000? 7.000?] darebbe valore e sostanza a coloro i quali continuano a ritenere come +Europa possa essere un soggetto politico dalle grandi potenzialità e quindi dal valore aggiunto rispetto agli attuali soggetti Radicali. Una mobilitazione per la nascita di un soggetto politico che si misuri fin da subito con l’estrema complessità e drammaticità del momento richiede un numero di iscritti minimamente adeguato al progetto che vorrebbe rappresentare. Serve una massa critica iniziale ovvero una soglia quantitativa minima per sperare di ottenere un mutamento qualitativo finanche statutario.

Lo Statuto darebbe la possibilità agli iscritti a +Europa di costituire dei Cub territoriali o tematici. Questi Club avrebbero una duplice funzione: fare da megafono territoriale a +Europa ed essere il luogo dove eleggere gli eventuali delegati per il Congresso costitutivo. Ogni iscritto di +Europa dovrebbe [potrebbe] aderire ad un solo Club, il quale Club avrebbe diritto ad eleggere un delegato ogni 30-40 iscritti.

Il processo transitorio, fino all’eventuale Congresso costituente, verrebbe gestito da dei coordinatori nominati dall’Assemblea di +Europa, i quali avrebbero il compito di organizzare e dirigere la campagna iscrizioni, promuovendo la nascita dei Club. I Coordinatori di +Europa cesserebbero le proprie attività con il Congresso costitutivo ovvero a maggio del 2019 nel caso non venisse raggiunto l’obiettivo minimo di iscritti.

Sia l’apertura della campagna iscrizioni che la nascita dei Club potrebbe essere aiutata dall’eventuale partecipazione alle elezioni europee.

L’eventuale Congresso costitutivo, voterebbe lo statuto definitivo, quindi il confronto ad esempio sulla forma partito ovvero sulla scelta di avere un partito italiano elettorale e/o un movimento pan-europeo non verrebbe delegata ai soggetti fondatori ma sarebbe invece decisa dagli iscritti. Il Congresso costitutivo, inoltre, eleggerebbe il Segretario, il Tesoriere, il Presidente ed i membri del Consiglio Federale.

18 maggio 2018

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