Gruppo di famiglia in un interno

di Giulia Simi

E’ così difficile scrivere qualcosa di sensato e non banale dopo un anno dalla sua morte.

Grazie a Radio Radicale, in particolare alle conversazioni con Massimo Bordin Marco Pannella entrava in modo prepotente nella tua vita aprendoti a visioni nuove e spesso sorprendenti.

Marco parlava per ore, ma a un tratto i neuroni cominciavano lavorare alacremente su idee che fino a quel momento nemmeno avevi immaginato; come si dice ti apriva la mente.

Sapevi bene che questa era le grandezza di Marco di cui oggi scopri purtroppo quanto sia rara e preziosa quella sua capacità di meravigliarti e lasciarti un desiderio di vita e di lotta.

Non è un caso che si parli della scuola radicale che aveva come direttore Marco Pannella e come strumento Radio radicale che come accade per le migliori università del mondo ti lascia un segno che sempre ti renderà riconoscibile nel tempo.

Ma forse è importante anche ricordare un momento con Marco.

Era il 2 giugno 2007 quando Marco Pannella venne a Siena per il convegno dal titolo “Attualità di Ernesto Rossi dopo quarant’anni dalla sua morte”.

Convegno organizzato dall’Associazione Radicale Global Democracy di Siena, Fondazione Ernesto Rossi e Gaetano Salvemini e Università degli Studi di Siena.

Nella nostra idea, la mia e del mio amico Andrea Francioni, sicuramente ci interessava parlare di Ernesto Rossi, personaggio che entrambi amiamo, ma il motivo, non detto, era per avere Marco Pannella a Siena.

Non potete immaginare la preoccupazione quando due giorni prima, sempre tramite Radio Radicale, scoprimmo che Marco avrebbe iniziato lo sciopero della fame e della sete per la moratoria sulla pena di morte.

Bene dissi è andata. Pensare che avevo anche lavato la macchina per prendere il nostro leader alla stazione di Firenze.

Infatti Marco mi telefonò il pomeriggio e con il suo tono ironico e sarcastico mi disse: “pensi che a questo punto ti dica che non verrò?”

No, mi disse, verrò con il mio amico e dottore, Santini, perché avete fissato due camere, una per me e una per il mio eventuale accompagnatore. Grazie a questa camera in più, Marco venne a Siena.

Mi rimarrà impressa nella mente il pomeriggio del 2 giugno quando andammo con Marco a passeggiare per Siena, giungendo alla bellissima piazza del Campo.

Tutti si fermavano, molti lo salutavano, giovani e vecchie signore, le famose nonne di Marco.

Poi come sempre Marco ci teneva che prendessimo un gelato mentre ci raccontava aneddoti della sua vita.

Di quando la sua mamma nascondeva in alto le forme di formaggio ma lui si arrampicava sopra le dispense creando una voragine nella forma che all’apparenza rimaneva intatta.

Questo era Marco grande politico che sapeva parlare con tutti.

Furono giorni bellissimi, grazie Marco.

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