Pannella e il cinema

di Gianfranco Cercone

Mi sono avvicinato ai Radicali alla fine degli anni Ottanta, con una dichiarazione pubblica di voto (una emittente televisiva locale che dedicava alcune ore di programmazione notturna a Pannella, raccoglieva a Roma, a via del Corso, le testimonianze in video di chi avrebbe votato per lui). Dissi in quella occasione che consideravo Pannella un poeta, e che avrei votato in lui la poesia in azione.

Sono parole che nel contesto italiano possono evocare le gesta magniloquenti di D’Annunzio. Ma a me tuttora, prese alla lettera, sembrano estranee alla retorica dannunziana. Il poeta è anche colui che vede nel mondo ciò che altri non vedono. Chi il mondo vorrebbe cambiarlo, dovrebbe saperlo vedere con la spregiudicatezza e la profondità di un poeta.

Con il tempo, lavorando al Partito e poi collaborando con Radio Radicale, frequentando Pannella e ascoltandolo più spesso – una frequentazione tuttavia sporadica, anche perché non mi sono mai immerso a tempo pieno nella vita di partito – ebbi modo di constatare l’acume – poetico, appunto – del suo sguardo sulle persone e anche sulle cose che non rientravano strettamente nella sfera della politica. Per esempio: il cinema.

Quando l’ho conosciuto, Pannella aveva smesso da tempo di frequentare le sale cinematografiche. Eppure in gioventù era stato un cinefilo. Aveva amato, per esempio, il cinema di Chaplin. Citava spesso il duetto tra Keaton e Chaplin nel finale di Luci della ribalta; e soprattutto la battuta conclusiva di quel film: “Sono morto tante volte”.

Raccontava spesso di avere personalmente trasportato in treno dalla Francia le pizze della versione integrale di Les enfants du paradis di Carné, per una proiezione a un circolo universitario.

Ma ormai, si diceva, l’ultimo film che aveva visto al cinema era Gandhi, il kolossal biografico di Richard Attenborough. Eppure, sorprendentemente, nei rari casi in cui, per ragioni pratiche, si riferiva ai film di autori contemporanei che non aveva visto, le sue notazioni erano sorprendentemente precise.

Una volta, al Pantheon di Roma, chiamando sul palco Nanni Moretti, eccezionalmente presente a una manifestazione radicale (per festeggiare la liberazione di Gorbaciov dopo il tentativo di colpo di Stato in Russia), osservò che dietro i suoi tanti sarcasmi si nascondeva l’inesausta aspirazione a un mondo migliore.

Scrivendo a Pedro Almodòvar per invitarlo a una manifestazione anticlericale (Almodòvar non rispose, ma in effetti non si trovò un indirizzo diretto a cui recapitare quella lettera), osservò che nei suoi film si ritrovavano le gioie, ma anche gli scoraggiamenti e le disperazioni, di un laico.

A proposito dell’Amleto di Zeffirelli, notò che l’estetismo delle immagini serviva a evidenziare per contrasto la corruzione dell’ambiente rappresentato.

Sono considerazioni un po’ generiche (e ne potrei dare altri esempi), eppure a me paiono tanto indovinate da lasciare quasi increduli sapendo che i film a cui si riferiva non li aveva visti nemmeno in televisione.

Si spiegano anche, a mio parere, con la cultura letteraria di Pannella: la tragedia greca, I dialoghi delle carmelitane di Bernanos, le poesie di Sandro Penna, Pasolini, Sciascia, Silone, Saint-Exupéry erano tra i suoi riferimenti letterari più introiettati, che citava più spesso (citazioni, diceva, simili alle collane di una signora che indossa sempre le stesse: e si riferiva al poco tempo di cui disponeva per coltivare altre letture).

Negli ultimi tempi, quando la malattia gli aveva tolto le forze per proseguire a tempo pieno l’attività politica, era ritornato alla sua passione giovanile per il cinema. In poltrona, a casa, su un grande schermo televisivo, amava guardare i classici in bianco e nero.

Quando sono andato a trovarlo per l’ultima volta, assisteva ad Achtung, banditi! di Carlo Lizzani. E dopo un saluto affettuoso e cordiale come era nel suo stile, si riassorbì nella visione del film, sorseggiando una Coca-Cola e accennando con ammirazione alle immagini cinematografiche.

(“Cinema Sessanta”, n.327, gennaio-marzo 2016)

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