Ricordo di Marco

di Jolanda Casigliani

Mi chiamava spesso “rompi coglioni”, che detto da lui mi è sempre suonato come un gran complimento. Me lo diceva con il suo sorrisetto sornione e gli occhi azzurri che scintillavano. Abbiamo fatto delle gran belle litigate, Marco ed io, non ce le siamo mai mandate a dire. Ma quando è capitato, qualche volta, che piano piano le mie opinioni lo convincessero, ha avuto l’umiltà dei grandi uomini di dirmi avevi ragione, io mi sbagliavo. Da lui ho imparato tutto. Tutto quello che sono lo devo all’averlo incontrato e amato, tanto.
Essere radicale come piaceva a lui ha significato studiare e imparare leggi e regolamenti e storia e geografia e scienze e…
Ha significato imparare a praticare la nonviolenza e a goderne i fantastici risultati.
Ha significato imparare il rispetto di chi non la pensa come me ma anche la determinazione a con-vincere sapendo di avere sempre tante ragioni.
Ha significato imparare a stare in strada a stretto contatto con la gente ed a guadagnare stima e considerazione per le grandi battaglie civili che ho avuto l’onore di combattere con lui ed i compagni radicali.
Sono molto grata alla vita perché penso che aver fatto un lungo pezzo di cammino insieme a Marco Pannella sia stato un grande grande regalo. Di quelli come lui ne nasce uno, forse, al secolo. Mi manca tanto.

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