Appunti per la Relazione al primo Comitato, 8-10 dicembre 2017

Qui di seguito il testo integrale della relazione del Tesoriere Silvja Manzi alla prima riunione del Comitato Nazionale di Radicali Italiani.

QUI
è possibile vedere la registrazione dell’intervento.

Care amiche, cari amici, care compagne, cari compagni,
è trascorso solo poco più di un mese dal nostro ultimo congresso e questa relazione non può essere, evidentemente, molto ricca né esaustiva; peraltro questo è un Comitato certamente non convenzionale, se non straordinario, per via dell’appuntamento elettorale che dobbiamo decidere se e come seguire.

Visto perciò il momento particolare e la necessità di doverci riunire già in questo mese di dicembre, ci tengo a ringraziare tutti quelli che hanno risposto con sollecitudine e responsabilmente alla richiesta di iscrizione, rivolta soprattutto a coloro che rivestono un ruolo all’interno del nostro movimento, sia i punti di riferimento e gli organi delle associazioni radicali, sia, a maggior ragione, i dirigenti, membri della direzione o di questo comitato. Credo, infatti, si sia capita l’importanza, soprattutto tra voi, riuniti in questi giorni, di partire con un Comitato nella pienezza delle sue funzioni (anche se lo è in termini statutari). E lo stesso invito all’iscrizione mi pare inevitabile rivolgerlo anche agli invitati.

Partiamo, quindi, con le buone notizie.

Gli iscritti per il 2018 (i dati sono aggiornati a ieri, so che molti di voi hanno portato oggi di persona altre iscrizioni):

  • le iscrizioni sono 131 – di cui un iscritto non italiano – e sono poco più del doppio rispetto alle iscrizioni raccolte alla stessa data lo scorso anno;
  • le iscrizioni parziali sono 45, di cui 1 fuori Italia, circa 6 volte più di quelle raccolte alla stessa data lo scorso anno;
  • i contribuenti sono 26, 2 fuori dall’Italia, e sono il doppio di quelli alla stessa data lo scorso anno.

Questo, lo ripeto, grazie soprattutto al vostro impegno e a quello delle Associazioni che, infatti, già in quattro sono riuscite a nominare il proprio rappresentante qui in Comitato; lo considero davvero un ottimo risultato del quale, non solo io ovviamente, vi ringrazio e spero che si inneschi un sano spirito competitivo tra le altre associazioni per raggiungere presto il medesimo obiettivo.

Quindi il nostro autofinanziamento è – sempre alla data di ieri – pari a 50.304 euro, esattamente il doppio rispetto alla stessa data lo scorso anno.

Le buone notizie finiscono qui.
Faccio un passo indietro.

L’anno appena trascorso è stato, come sappiamo, complicato ed entusiasmante. Complicato perché abbiamo affrontato una serie di cambiamenti importanti: il trasferimento di parte delle nostre attività in questa sede; l’acquisizione di un nuovo programma di contabilità e gestione dati, myDonor, che è un software specifico per chi fa no profit e fundraising. Cambiamenti importanti che ci hanno permesso di renderci autonomi, ma questi passaggi sono stati lunghi e onerosi.

È stato un anno entusiasmante perché abbiamo raggiunto risultati straordinari e insperati con le campagne popolari di raccolta firme su Ero Straniero e ATAC e, sempre in quest’anno, le proposte di legge di iniziativa popolare su eutanasia e cannabis sono state al centro del dibattito politico.

Tutto ciò – gli investimenti di risorse, di energie, di fantasia, di partecipazione – ha contribuito senz’altro a farci crescere, e molto, ma è stata una crescita per forza di cose disordinata e in parte disorganizzata. Dico per forza di cose perché quando ci si trova in una (felice) emergenza continua è estremamente complicato riuscire a tenere la “barra al centro”. Oggi ci troviamo perciò nella necessità di dover mettere ordine e trovare un modus operandi che ci consenta di proseguire la nostra strada e continuare a crescere.

Le premesse ci sono e sono positive. Gli iscritti 2017 a fine Congresso sono stati 1.035 (12 fuori dall’Italia), in più 121 sono state le iscrizioni parziali. Credo che quest’anno possiamo ragionevolmente darci come obiettivo quello di superare almeno la soglia dei 1.100 iscritti se non quello di porci un obiettivo più ambizioso e necessario di almeno 1.500 iscritti.

Peraltro, dall’analisi dei sostenitori (iscritti e contribuenti) dell’anno scorso, dati già evidenziati da Michele al Congresso, viene fuori che la metà di questi sono nuovi, in un rapporto di 49 rinnovi a 51 nuovi contatti, mentre il rapporto nel 2016 era di 79 a 21! In più, nel 2017 si è abbassata l’età media dei donatori ed è leggermente cresciuta la quota delle donne donatrici. Tutto ciò grazie soprattutto all’iniziativa legata al Radical Cannabis Club – cui va dato merito in particolare alla perseveranza di Antonella Soldo – che è certamente una campagna da rilanciare, proseguire e intensificare ma soprattutto da imitare. Infatti, le micro donazioni ci portano innanzitutto nuovi contatti e, nel loro piccolo, una parte di autofinanziamento non trascurabile. Dovremmo perciò, lo ribadisco, tentare di replicare questo successo anche con altre campagne.

Torno alle note dolenti.

I costi di struttura corrispondono a circa 30.000 euro mensili (mi riferisco ai costi per personale e collaboratori e a quelli per il funzionamento della sede, quindi affitto, utenze ecc. spese fisse quindi); abbiamo poi circa 40.000 euro di debiti vari: una parte ancora di spese congressuali, debiti verso fornitori (per esempio la stampa del materiale della campagna in corso Più democrazia, più sovranità al cittadino), fatture di collaboratori pregresse da saldare.

Sempre alla data di ieri abbiamo un saldo di cassa pari a 32.000 euro circa. Capite quindi che ci troviamo in una situazione di estrema difficoltà. Apro una parentesi con una cosa banale, e cioè che una eventuale campagna elettorale comporterebbe un impegno economico non indifferente, costi esorbitanti che comportano un impegno di tutti e ciascuno per far crescere anche finanziariamente Radicali Italiani. Chiusa parentesi.

È stato quindi inevitabile per me procedere immediatamente a una serie di misure anche drastiche per tentare di arginare un’emorragia che ci pone in una situazione di rischio estremo.

A fine dicembre termineranno la loro collaborazione tre persone – Federica, Giada, Edoardo – che ringrazio per il lavoro che, nonostante la spiacevole notizia che sono stata costretta a dargli, continuano a svolgere al massimo livello; stessa cosa e medesimo ringraziamento per Salvatore al quale non potrò rinnovare il contratto, in scadenza a fine gennaio.

Per quanto mi riguarda, visto soprattutto il sacrificio richiesto ad alcuni dei collaboratori e quello che ancora sarò costretta a richiedere a tutti gli altri, per i mesi di novembre e dicembre non ho percepito e per il momento non percepirò alcun compenso e ho deciso di eliminare del tutto – e non solo per questo periodo – i rimborsi personali (quelli cioè non direttamente attinenti alle iniziative di partito).

Tutto questo però non cambia di molto la situazione che, in assenza di altre entrate, mi costringerà nel mese di dicembre a una erogazione parziale degli stipendi.

Faccio poi presente quella che ritengo essere un’anomalia importante. Radicali italiani, a parte le collaborazioni “tecniche”, non può contare su collaborazioni politiche, potendo quindi fare affidamento esclusivamente sulle disponibilità dei compagni, in particolare i membri della direzione, che nel loro tempo libero riescono a dare un contributo di idee, analisi, elaborazione politica… ma, appunto, a tempo ridotto.

Parallelamente al tentativo di riduzione dei costi siamo partiti di slancio, come detto, con l’apertura della campagna di iscrizioni, per il momento a costo zero.

Abbiamo infatti cominciato a inviare email differenziate per i vari indirizzari, agli iscritti 2017, ai contribuenti non iscritti 2017, a quelli che si sono iscritti almeno una volta a Radicali italiani, a quelli che hanno versato almeno una volta un contributo senza però mai iscriversi… Come detto all’inizio, per ora la risposta è stata positiva.

Nei prossimi giorni proseguiremo con gli invii ad altri indirizzari, per esempio contributori di determinate campagne o sottoscrittori di iniziative.

Poi riprenderanno, da questa settimana spero, le telefonate militanti di Antonella Nobile, che già l’anno scorso ha dato un contributo fondamentale – e che tutti noi dobbiamo ringraziare – e che spero quest’anno possa non solo replicare ma duplicare almeno i risultati. Inoltre in settimana partiranno degli sms spero a buona parte dell’indirizzario (dico spero perché abbiamo una quota di sms già pagata che dovrebbe coprire un buon numero di invii).

Mentre è da valutare un invio postale perlomeno a coloro che non hanno un’email o che, pur avendola, negli anni scorsi hanno effettuato versamenti con bollettini di conto corrente postale; perciò un invio postale con il bollettino già allegato potrebbe facilitarne l’utilizzo. Lo scorso anno le entrate da conto corrente postale sono state di poco superiori ai 25mila euro, è quindi, penso, un investimento da considerare (di cui però non conosco ancora la dimensione).

Come spesso ci ricorda Roberto Cicciomessere, un partito come il nostro per poter funzionare ha bisogno di cifre molto più importanti di quelle cui siamo abituati e derivanti da fonti diversificate, in particolare:

  • gli iscritti;
  • i contribuenti (con donazioni una tantum, periodiche durante l’anno o annuali continuative);
  • le attività di fundraising;
  • le iniziative di autofinanziamento.

Dovremmo – anzi, no, dobbiamo – sforzarci di aumentare tutte queste voci.
Sulle donazioni continuative (Roberto ha già fatto una proiezione molto interessante con donazioni di 30 euro/anno che in pochi anni darebbe un saldo attivo molto alto) possiamo già cominciare a lavorarci.

Come sapete da alcuni mesi è partita quella che potremmo definire l’operazione tablet; si tratta di un investimento fatto da una parte con Vodafone che ha fornito i dispositivi e dall’altra con myDonor che fornisce l’applicazione. Alcuni di questi tablet (con cui si può procedere direttamente ai versamenti a Radicali italiani) sono già stati distribuiti a militanti e punti di riferimento radicali, dobbiamo però renderli attivi e farli partire, primo perché come detto l’investimento è stato importante, secondo perché credo fermissimamente che si tratta di un’occasione preziosa da sfruttare e valorizzare.

Ritorno poi sulla questione del finanziamento, dei contributi alle singole campagne. Sono importanti le iscrizioni, perché un iscritto non porta solo contributi, porta soprattutto contributi di idee, di militanza, di partecipazione. Ma sono altrettanto importanti i contributi.

«Può sembrare quasi ovvio, per un partito in cui vige il principio e la pratica dell’autofinanziamento, affermare che il successo o meno di una iniziativa, la possibilità o meno di portarla avanti, dipende dal successo, o dall’insuccesso delle campagne di autofinanziamento. È infatti ovvio e naturale per tutti coloro che lontani o allontanati dalle strutture politiche “ufficiali” non possono che concepire così il modo corretto di far politica. Il compagno quindi che sostiene, anche solo finanziariamente, alcune o più iniziative del partito sa di decidere se far morire o crescere l’iniziativa proposta, si fa parte dirigente, militante del partito
Si tratta di una citazione, tratta da un intervento di un tesoriere, Roberto Cicciomessere, che scriveva queste cose addirittura nel 1970. Le ritengo tuttora valide.

Altra cosa che ritengo importante e da valorizzare, ancora più che in passato, è il rapporto con le Associazioni. Dobbiamo necessariamente avviare un gruppo di lavoro che segua e coordini le associazioni, che le aiuti e ci aiuti a lavorare tutti meglio. Una cosa che proporrò alle associazioni a breve è quella di un’iscrizione in tandem, leggermente ridotta, che possa favorire un’iscrizione doppia a Radicali italiani e all’associazione territoriale.

Poi, altre cose su cui ho necessità di informarvi.
È stato nominato la settimana scorsa, dal presidente dell’ordine dei commercialisti, il presidente del nostro collegio dei revisori dei conti, come da modifica statutaria approvata all’ultimo congresso. Lunedì lo incontreremo per la prima volta.
La sede. Da gennaio partirà un nuovo contratto di Radicali italiani per l’affitto per questa sede, non l’ho fatto prima perché ho chiesto una riduzione dell’affitto e non ho ancora ricevuto una risposta. Definiremo delle modalità contributive di condivisione delle spese per l’utilizzo della sede per le associazioni, in particolare Radicali Roma, ma non solo, che vorranno approfittare dell’utilizzo di questi spazi.

Sui rapporti con il Partito radicale nonviolento transnazionale e transpartito. Le questioni aperte e sospese con il partito toccano più livelli – oltre quello politico c’è, ora, anche quello giudiziale, con la notizia di un’ingiunzione che non ci è ancora arrivata ma di cui mi ha informato Maurizio Turco, con il quale ho avuto due lunghi incontri – e riguardano più aspetti (c’è quello generale, ma poi c’è la questione sede, radio e sito). Abbiamo bisogno di definirle e affrontarle al più presto. Anche per questo propongo, in particolare ai compagni più impegnati su questo fronte, a partire da Gianfranco Spadaccia, di vederci per riflettere sulle decisioni da prendere. Questo non è più procrastinabile.

Inoltre, questo tipo di riflessione, se volete seminariale, può esserci utile per affrontare anche il tema del partito paneuropeo, su cui ci sollecita Marco Cappato.

In generale mi piacerebbe e preferirei informarvi delle cose fatte e non annunciare le cose che vorrei fare, purtroppo in un solo mese di tempo non è stato possibile procedere con tutto quello che mi ero e mi sono prefissata. Sicuramente posso dirvi che tra le priorità ci sono alcune modifiche al sito tra cui aggiornare la pagina relativa alla nostra “trasparenza”.

Infine, voglio ringraziare i miei predecessori, Michele Capano e Valerio Federico, che mi hanno dato un grosso aiuto in queste prime settimane, e Paolo Vigevano, mio primo tesoriere.

Ma voglio soprattutto ringraziare quei compagni, in particolare compagne, che in queste settimane mi hanno fatto arrivare suggerimenti, consigli, a volte scusandosi, a loro chiedo di continuare a farlo senza scusarsi perché è necessario il confronto, l’aiuto, la condivisione…

Chiedo poi a quei compagni che sollecitano la nostra attenzione su numerose questioni di avere pazienza perché se non siamo immediatamente “sul pezzo” non è per cattiva volontà ma perché siamo letteralmente sommersi dalle cose da fare e, come ho già detto, non possiamo che contare su collaborazioni tecniche, fortemente ridotte, e politiche ma solo a tempo parziale.
Buon comitato!

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