Risponderemo in modo più completo ed esauriente alla nota della Authority per le garanzie nelle comunicazioni quale viene segnalata da una agenzia di stampa. Intanto possiamo sottolineare che l’Authority fornisce dati solo “dal 1° gennaio al 30 giugno 2007”. Prima domanda: e da allora? E nell’ultimo semestre? E cos’è accaduto dal 2005? Non è stato fatto ciò che invece noi abbiamo fatto, ribadito e documentato da allora nel monitoraggio dei dati?
L’Authority trasmette “dati dell’Osservatorio Isimm” secondo i quali il Tg1 ha dedicato il “2,44 % alle religioni e alle questioni religiose”. Viene inoltre precisato che nella voce sono compresi “il Vaticano e la Chiesa Cattolica, ma anche gli altri soggetti confessionali”. Noi invece abbiamo fornito dati assoluti e relativi – precisi al minuto e al secondo – riguardanti presenze in voce e notizie che hanno per oggetto interventi e spazi del Papa e di autorità vaticane dal 19 aprile 2005 al 14 gennaio 2008, confrontandoli con i dati delle presenze di altri soggetti istituzionali, dalla Presidenza del Consiglio alla Presidenza della Repubblica.
Avendo come punto di riferimento il tempo “dedicato alle religioni e alle questioni religiose” relative ai primi sei mesi del 2007, l’Authority dunque non smentisce né è in grado di smentire o confermare alcunché, e conferma anzi la vera e propria sgangheratezza con la quale sembrano venire monitorate le “comunicazioni” che si dovrebbero “garantire”. E mi apparirebbe francamente indecente che l’Authority osasse perfino far riferimento a “comunicazioni” relative a “gli altri soggetti confessionali”, sapendo bene al regime di censura al quale ogni voce religiosa non-vaticana viene sottoposta.
A riflession fatta, mi chiedo se non rischiamo di trovarci di fronte ad un pesce d’aprile anticipato.