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mar 09 feb. 2010
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Per favore, salvate questi cavalli

• da Libero del 28 ottobre 2008, pag. 1

di Vittorio Feltri

I cavalli ultimamente corrono dappertutto, autostrade, piazze, tangenziali, sotto le sedi dei ministeri, tranne che nei luoghi loro riservati: gli ippodromi. Nei giorni scorsi hanno bloccato per ore la Bologna-Firenze, quell’esile lingua d’asfalto, unico collegamento tra Milano e Roma. Hanno anche sfilato per le strade del capoluogo lombardo, con un migliaio di operatori ippici al seguito. Gente che sta imboccando il viale della disoccupazione ma non per scelta o mancanza di impegno. Cavalli e lavoratori sono stati semplicemente traditi e spremuti dalle avide mani della politica e delle istituzioni che avrebbero dovuto garantire loro un futuro. Da troppi anni il Palazzo ha scelto, come condottieri, generali in pensione senza alcuna esperienza settoriale, pescati nelle liste clientelari o parentali. Nella casa dei cavalli sono stati piazzati uomini completamente scevri di ogni conoscenza manageriale. I risultati dello sfacelo sono sotto gli occhi di tutti. Un bilancio colabrodo capace di fare impallidire quelli delle aziende che, con i loro buchi, hanno rovinato i mercati finanziari mandando a picco le borse mondiali. Il disavanzo è quantificabile sui 250-300 milioni di euro, frutto di politiche assurde e attuate solo per interessi di piccolo cabotaggio.

 

Oggi "l’altra politica", quella targata Lega Nord, sta cercando di mettere una pezza al passato e propone un emendamento (pubblicato in esclusiva di fianco) che destina l’ l % delle giocate alle slot machine alla causa equina. Visto che le macchinette sono "ingrassate" soprattutto grazie alla rete ippica, quello proposto dall’avvocato Roberto Cota, il capogruppo della Lega alla Camera, mi pare un sommo atto di giustizia sul quale nessuno deve mettere veti. Anzi. Va applaudito perché restituisce ossigeno a un comparto ricco di storia, fascino e tradizione e permette all’allevamento italiano di continuare sulla strada vincente intrapresa. In pochi lo sanno, visto che tv e giornali sembrano fare a gara per oscurare l’ippica, ma i cavalli nostrani sono sfavillanti ambasciatori del made in Italy: merito dell’ottimo lavoro di selezione attuato dagli allevatori tricolori. Una volta c’erano solo Ribot e Tomese. Poi a fine secolo è arrivato Varenne a riscaldare gli entusiasmi sopiti concedendosi, tra l’altro, il lusso di sbancare per due volte Parigi nel Prix d’Amérique e umiliare la grandeur francese. Oggi invece sono tanti quelli che vincono a mani basse sulle piste di tutto il mondo: Exploit Caf, Ramonti, Equinox Bi e Ghiaccio del Nord sono solo alcune delle frecce azzurre; certezze, e non solo pallide speranze, alle quali il nostro giornale dedica quotidianamente una vetrina riservata per contrastare il buio mediatico nel quale sono stati confinati, senza che l’Unire movesse un solo dito. 

 

Le cornacchie da più parti avevano intonato il de profundis ma, quando qualche settimana fa il ministro Luca Zaia è venuto a trovarmi rispondendo cortesemente ad un mio invito, ho capito che avrebbe fatto di tutto per evitare ai cavalli il carro funebre anticipato e la disoccupazione forzata alle 50 mila famiglie dell’ippica. Zaia è stato di parola. Se il provvedimento non subirà intralci e diventerà legge, sconsiglio ai dirigenti dei cavalli di far festa e tornare a sprecare. Bisognerà innanzitutto fare pulizia, lasciare a casa i parolai e scegliere le persone giuste al posto giusto al fine di introdurre criteri manageriali. Poi andrà attuata una politica di defiscalizzazione del settore e riportarlo nell’area agricola da cui è nato. Oggi le scommesse ippiche, che nel tempo hanno visto ridurre le proprie quote di mercato dal 25 al 7%, vivacchiano nello stesso pentolone di tutti gli altri giochi e sono equiparate alle schedine del Gratta e vinci, che servono solo per tappare buchi dei bilanci statali. Con un balzello erariale doppio rispetto a quelle degli altri sport.

 

Date a Zaia il potere di agire. Sono sicuro che tra qualche tempo rivedremo i cavalli correre negli ippodromi.



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