Un coro di critiche, accompagnate da una valanga di dati sulla diffusione del virus Hiv, da società civile, Ong e scienziati, e un silenzio quasi totale dal mondo politico hanno accolto le parole del Papa sul no all`uso dei preservativi nella lotta all`Aids. «Non servono anzi aumentano i problemi», ha detto Ratzinger mentre volava verso il Camerun. In Africa vive il 67% dei sieropositivi dell`intero pianeta. Le sue parole in un istante demoliscono anni di campagne di informazione e sensibilizzazione messe in atto dall`Onu, dalle associazioni gay e dalle Ong che lavorano a stretto contatto con i sieropositivi e che tornano a ripetere il loro monito: il preservativo è «fondamentale» nella lotta all`Aids, «è un`arma decisiva». Tace, tranne qualche eccezione, la politica. Nessuna reazione arriva infatti da Pd, Pdl e altre forze parlamentari, mentre interviene - solitario - il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero: «Nessuno vuole negare al Vaticano di proporre la propria concezione della sessualità - dichiara - ma la tutela della salute delle persone e la lotta all`Aids impone la prevenzione e quindi la distribuzione di preservativi». I radicali parlano di «falsità antiscientifica» e lanciano un appello alla classe dirigente rimasta in silenzio: «Dimostri coraggio, coerenza e serietà smentendo quelle frasi che alimentano l`ignoranza e la diffusione dell`Aids».