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Fassino: legge sulla fecondazione da rivedere
Bobba e Binetti: non siamo le brigate di Ruini. Rutelli: legittima la loro iniziativa.

• da Corriere della Sera del 28 marzo 2006, pag. 11

di Roberto Zuccolini

Luigi Bobba e Paola Binetti presentano la loro «lettera ai cattolici» e la Rosa nel Pugno continua a protestare contro la Margherita accusandola di «provocazioni clericali». Prodi, i Ds e lo stesso Rutelli provano a fare da pompieri, anche se Piero Fassino promette di riaprire in Parlamento il discorso sulla fecondazione assistita. E cosi, mentre la Cdl invita i due cattolici diellini a passare nel centrodestra, nell'Unione si registra un'altra giornata di polemiche sui valori. E soprattutto sui Pacs.

 

  LA LETTERA - Assicurano Bobba e Binetti: «Non siamo le brigate del cardinale Ruini. Siamo solo due credenti che vogliono impegnarsi per promuovere qualcosa». E, lo dice il testo che verrà spedito a 65 mila associazioni, movimenti e parrocchie, si vogliono promuovere valori come «la tutela della vita, la famiglia, lo stato sociale e il rapporto con il Sud del mondo».

 

  FASSINO - Il segretario dei Ds assicura: «Nessuno vuole mettere in discussione la famiglia fondata sul matrimonio, solo trovare strumenti legislativi per le unioni di fatto». Ma riapre il discorso sulla fecondazione assistita: «Si riprenda l'esame di una legge che continua ad avere gravi contraddizioni e difetti, per cercare di correggerla insieme con il consenso più ampio possibile». Per Massimo D'Alema non servono «nè le campagne clericali, nè quelle laiciste». Mentre Romano Prodi ricorda che nel programma dell'Unione c'è l'intesa sui Pacs: «La Rosa nel Pugno ha detto più volte che non è d'accordo, ma non c’è problema».

 

  PANNELLA - Il leader radicale se la prende con Francesco Rutelli «interessato solo a dare garanzie al Vaticano» e parla di «scelte provocatorie della Margherita: «Vogliono saggiare fin dove i Ds sono disposti a seguirli». Nella Margherita invece il caso fa discutere. Rutelli difende Bobba e Binetti: «Come tutti i candidati hanno il diritto di portare avanti le loro idee». E Giuseppe Fioroni prende le distanze da Rosi Bindi che parla di «eccesso» di legittima difesa. Il prodiano Pierluigi Mantini, invece, li critica: «Devono essere rispettosi del gioco di squadra». Sul tema è intervenuto il presidente del Senato, Marcello Pera: «Nel programma dell'Unione c'è una voluta ambiguità». Pera si è confrontato con Enrico Boselli a «Porta a Porta». «Il principio — ha detto Boselli — è forse espresso con qualche ambiguità, ma ci batteremo per precisarlo meglio».  



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