Inceneritore Fenice, Bolognetti: Tiremm Innanz

 

  • Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani e Consigliere Associazione Coscioni
 
Il concetto che il dr. Sigillito ha della funzione che ricopre in seno all’Arpab, emerge prepotentemente dalle sue dichiarazioni.
Si può in una sola frase manifestare insofferenza e disprezzo nei confronti di una forza politica e al tempo stesso svelare il concetto che si ha della funzione pubblica ricoperta, disvelando un contesto? Sì può! Ed è quello che fa l’illustre il Direttore dell’Arpab.
Dopo le dichiarazioni rilasciate dal Direttore, e riportate con puntualità dalla stampa, possiamo affermare che siamo di fronte ad una colossale operazione di depistaggio.
Questa volta la Regione Basilicata saprà e vorrà chiedere le dimissioni di un Funzionario troppo funzionale, che ha azzerato la residua credibilità dell’Agenzia per la Protezione Ambientale?
Forse no! Non accadrà, perché Sigillito è espressione del sistema che lo ha partorito. E’ espressione di un sistema che nega legalità, stato di diritto e diritto alla conoscenza.
E cosa farà il Procuratore Arminio di fronte a dichiarazioni che in altri paesi avrebbero provocato l’intervento di Ministri e un’indignazione generalizzata? Il Direttore oggi afferma che l’Arpab non era tenuta a informare le istituzioni entro tempi determinati, rispetto all’inquinamento provocato da Fenice.
Il Direttore afferma che non ha informato per non creare allarmismi. A cosa sarebbe servito informare, si chiede Sigillito.
Ed è da queste frasi che emerge il concetto che Vincenzo Sigillito ha della funzione che esercita. Egli, l’illustre Direttore, non è al servizio dei cittadini, non comprende il concetto di trasparenza.
Nella cultura anglosassone coloro che rivestono cariche pubbliche vengono definiti pubblic servant; in Italia li chiamiamo funzionari. Nel sistema oligarchico-lottizzatorio-partitocratico, che produce l’illegalità diffusa denunciata dal Greco e dal Saet, il funzionario diventa funzionale. Ma funzionale a cosa?
Depistaggi e cortine fumogene. Questa mattina l’Arpab tenta addirittura di attribuire l’inquinamento da mercurio allo zuccherificio del Rendina, chiuso dal 2001. Forse Sigillito ha improvvisamente dimenticato i risultati della Conferenza di Servizio tenutasi a Melfi nel giugno del 2009. In quella sede fu dichiarato che l’inquinamento da mercurio proveniva da una “piccola” perdita verificatasi in una vasca dell’inceneritore. La piccola perdita faceva registrare, nel febbraio 2008, una presenza di mercurio 140 volte superiore ai limiti previsti dal D.Lgs 152/2006. L’Arpab sapeva in quel 2008 e nulla fece per informare sindaci e popolazione. Presidente De Filippo, tutto questo è normale?
Ma non basta. L’ottimo Sigillito si lascia andare anche a dichiarazioni degne del signor Lapalisse e dichiara che I Radicali non rappresentano “un’istituzione”.
Per essere precisi, Il Direttore afferma quanto segue: “I Radicali fino a prova contraria non rappresentano un’istituzione per cui non sono tenuto a fornire loro i dati.”
Egregio Direttore, lei i dati dovrebbe fornirli a tutti, renderli disponibili e scaricabili sul sito dell’Arpab e fare in modo che siano facilmente interpretabili. Ed invece, dal 2002 non un solo dato sulle matrici acqua e terra del vulture-melfese è stato pubblicato sul sito dell’Agenzia.
Eppure, il concetto di trasparenza e di diritto alla conoscenza è sviscerato proprio in una delibera regionale del 1996, avente per oggetto la questione dei monitoraggi.
Ha proprio ragione Marco Pannella: “La strage di legalità ha sempre per corollario, nella storia, la strage di persone”. Dopo le ultime performance del Direttore non ci resta che ribadire la richiesta di dimissioni, che a questo punto appaiono urgenti. Su Fenice e su tutto il resto, nonostante tutto, per dirla con Sciesa, “Tiremm Innanz”. C’è solo da sperare che dietro l’angolo non ci sia qualche forca di regime a cui finiremo impiccati.
 
 

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Maurizio Bolognetti

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