Craxi:Pannella ricorda,quando mi disse ora è tuo turno

 

Da un lancio di agenzia letto a Radio Radicale
 
di Alessandra Chini
CON LUI ‘LUNGA STORIA D’AMORE’; NO COMPLOTTI, HA COMMESSO ERRORI
Quella con Bettino Craxi, ‘se vuoi, e’ una lunga storia d’amore’. Marco Pannella si accende l’ennesimo ‘Toscanello’, sorride, e lasciandosi andare alla memoria definisce cosi’ il suo legame con il leader socialista. Una amicizia profonda e schietta tanto che, per dirne una, Pannella una volta pote’ permettersi di prendere carta e penna per scrivere all’ex presidente del Consiglio una lettera che iniziava con ‘Brutto Coglione…’ e, in sedici righe, elencava gli ‘undici errori’ fatti da Craxi. Dal Concordato al proibizionismo sulle droghe. Una fratellanza nata ai tempi in cui il futuro leader socialista, proprio grazie a Pannella (che, come lui stesso racconta, convinse La Malfa a non ostacolarlo), entro’ a far parte della dirigenza dell’Ugi, l’Unione goliardica italiana, e rimasta viva anche dopo il suo esilio ad Hammamet. ‘Un rapporto profondo, intimo – spiega Pannella in un colloquio con l’Ansa – che fu un punto di riferimento importante per entrambi’. Tanto che mentre sotto Tangentopoli tutto iniziava a crollare, Craxi, che non concesse mai a Pannella la doppia tessera radicale e socialista, arrivo’ a chiedergli di essere il suo erede. ‘Stavamo sul balconcino all’ultimo piano dell’hotel Raphael – racconta Pannella – perche’ lui aveva deciso che non fumava piu’. Ci si vedeva la’, mica al partito, manco piu’ c’era, era tutto distrutto’. A quel punto Craxi che, ‘contemplava il disastro’, disse a Pannella: ‘adesso e’ il tuo turno’. Una parola ‘turno’ che secondo il leader radicale ben rappresenta il rapporto tra i due di costante vicinanza. ‘L’espressione ‘turno tuo’ – sottolinea – vuol dire che c’e’ una lista di due e se non va bene l’uno subentra l’altro’. Del resto, dice il leader radicale ‘ho l’imbarazzo della scelta se devo decidere tra i momenti topici della politica italiana in cui c’e’ quella nostra forza comune’. Si va dalla battaglia sul divorzio all’elezione di Pertini a presidente della Repubblica, a quella di Oscar Luigi Scalfaro (‘lo ammetto – sorride Pannella – lo confesso’) al referendum sulla scala mobile (‘li’ fummo io e Pierre Carniti a convincerlo’) ai casi D’Urso e Cirillo. Un legame che resto’ sempre, anche nel dissenso. Tanto che nei giorni di Tangentopoli arrivo’ quella richiesta (‘adesso e’ il tuo turno’) che secondo Pannella puo’ essere letta anche come riconoscimento di una diversita’ radicale nel modo di fare politica. Lui, pero’, dovette declinare l’invito. ‘Figurati – dice – con tutti questi che mi odiavano, che erano gelosi di questo rapporto che sentivano intimo e per loro era una cosa incomprensibile. Gli dissi: ‘Caro mio a ‘sto punto c’hai tutti quanti questi che vogliono fare i tuoi eredi e vogliono tenersi la tua eredita’. Tutti questi mi ammazzano o ammazzano il partito piuttosto…’. Secondo Pannella, pero’, forse quella richiesta vive oggi nella candidatura di Emma Bonino. ‘In fondo – sottolinea – Emma, tutta questa roba qua, ha dentro quel ‘turno tuo’, della tua politica’. Una politica metodologicamente diversa da quella craxiana, pur nelle battaglie comuni. Pannella, anche in questo senso, condivide l’intervista della figlia di Craxi, Stefania, che ha sottolineato che suo padre sbaglio’ a non capire quanto fosse corrotto il Psi. Una tesi ‘importante’. ‘La tesi di Stefania – sottolinea – e’ che lui non si e’ reso conto di quanto il suo stesso esempio tatticista, un po’ cinico, poi facilitava il problema dei rapporti finanziari, di potere’. Ma ‘li’ e’ l’errore di Bettino: un grande leader storico che porta un partito a sbattere, anche per colpa dei suoi nemici’. Insomma: nessun complotto, ma errori che poi ha pagato. Pannella non e’ mai andato ad Hammamet mentre Craxi era vivo e non sara’ la’ per il decennale della sua morte. ‘Ho gia’ detto – spiega – che ci vado appena Anna mi chiama, se Bobo me lo dice, ci andiamo. Ma manco su Riccardo Lombardi ho fatto le cose con Cicchitto e le faccio con questi qui, con Sacconi, le cose su Bettino?’. ‘Non ho mai sentito di fare la passerella – conclude – anche perche’ gliel’ho detto che faceva una stronzata non presentandosi al carcere, dopo di che stava bene, gli facevano anche i massaggi e dopo 6 mesi stava al 15%…’.

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