I Radicali e l’immigrazione

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Cosa fare se sei un immigrato in Italia e ti serve il permesso di soggiorno. Leggi vigenti, info e aiuto concreto per gli stranieri

L’impegno e il metodo radicale

L’immigrazione è un tema che negli ultimi tempi è stato rilanciato dai Radicali Italiani sotto diversi punti di vista. La materia è stata analizzata con cura e le proposte fatte mirano a un reale e libero governo di fenomeni che, essendo parte della natura umana, non possono essere contrastati da scelte politiche ideologiche e repressive.

Negli anni ’80 il Partito Radicale fu protagonista della battaglia contro lo sterminio per fame nel mondo, nel 1987 Mike Ajaij infermiere nigeriano residente a Torino, con le liste del Partito Radicale fu il primo candidato di colore nella storia della Repubblica Italiana.

I diritti degli immigrati

Di fronte alla drammatica condizione italiana degli immigrati l’attività radicale di questi ultimi anni è stata precisa e di grande risonanza mediatica: dalla visita ai campi rom e ai Cie alla campagna contro il trattato italo-libico,   fino ad arrivare alle iniziative intraprese durante la campagna elettorale delle elezioni europee per il rispetto del diritto di voto dei cittadini comunitari. Il disegno di legge a prima firma Bonino sulla regolarizzazione dei permessi di soggiorno è sostenuto da Radicali Italiani, ma non viene calendarizzato dalle istituzioni. Una grande mobilitazione è stata lanciata nel dicembre del 2009, quando Gaoussou Ouattara, membro della giunta di Radicali Italiani e Presidente del Movimento degli Africani, ha avviato un’iniziativa nonviolenta per il rispetto dei tempi di rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno e le attività preparatorie per lo “sciopero degli immigrati” del Primo Marzo.

I tempi dei permessi di soggiorno

La questione dei ritardi nel rinnovo dei permessi di soggiorno è emblematica di un atteggiamento dello Stato che crea leggi sempre più severe, arrivando a istituire il reato di clandestinità, mentre non è nemmeno in grado di rispettare le sue stesse leggi. Ogni anno centinaia di migliaia di immigrati chiedono il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno. Secondo l’articolo 5 del Testo Unico sull’immigrazione “il permesso di soggiorno è rilasciato, rinnovato o convertito entro venti giorni dalla domanda”. La media nazionale è invece di 101 giorni per il rilascio o il rinnovo. A questo dato si aggiunge l’arretrato accumulato dalle questure: in alcune di queste gli immigrati devono aspettare dai sette ai quindici mesi anche solo per il rinnovo di un permesso della validità di un anno.

Questa illegalità costringe le persone in attesa del permesso che lavorano, studiano, crescono i propri figli in Italia,  in una terra di nessuno, dove i diritti di residenza sono sospesi. Non possono muoversi per l’Europa, hanno difficoltà a tornare nel proprio Paese per incontrare le famiglie, hanno ostacoli a firmare un contratto di affitto o di lavoro, prendere la patente, iscrivere all’asilo i figli.

Lo Sciopero degli Immigrati e il Primo Marzo

Durante gli Stati Generali dell’Immigrazione di fine novembre a Milano Emma Bonino rende pubblico il suo sostegno all’idea dello sciopero degli immigrati, promosso in Francia con lo slogan “24 h sans nous”. Emma Bonino è il primo politico italiano a dedicare attenzione allo “sciopero degli immigrati”: una giornata pensata per attirare l’attenzione sull’importante ruolo economico giocato in Italia dagli immigrati, regolari e irregolari. I sindacati decidono di non sostenere lo sciopero degli immigrati che si trasforma in una giornata dedicata all’immigrazione.

I principali obiettivi radicali sull’immigrazione

  • Concludere la campagna per il rispetto dei tempi di rilascio dei permessi di soggiorno, verificando la se le parole pronunciate da Maroni in occasione dello sciopero della fame di gennaio (ripristino dei tempi legali, alleggerimento del ritardo accumulato nelle questure) si trasformano in realtà;
  • Riavviare la campagna per l’estensione della regolarizzazione sulla base del testo Bonino;
  • Abolizione dela parte dei trattati internazionali relativa ai respingimenti, iniziativa da portare avanti parallelamente alle richieste di rispetto dei diritti d’asilo dei migranti che provengono via mare;
  • Affermazione del diritto di cittadinanza in base a un diritto di jus soli: ogni nato sul suolo italiano, se registrato, deve da subito acquisire la cittadinanza italiana. Lottare per questo diritto è secondo i radicali un modo per superare gli atteggiamenti razzisti che sempre più spesso si sviluppano nei confronti degli immigrati e dei loro figli;
  • Abolizione del reato di clandestinità: i radicali ritengono il reato di clandestinità un non-reato, perché si basa su una condizione esistenziale degli immigrati. Il movimento è altresì contrario a ogni sorta di “legge speciale”: credendo che l’Italia debba ambire ad essere uno “stato di diritto” devono vigere le stesse leggi per tutti i cittadini italiani, senza distinzioni o aggravanti etniche o religiose.

Attivati

  1. Organizza un incontro per Gaoussou Ouattara con una comunità di immigrati
    Lo scopo degli incontri è raccogliere storie di ordinaria inefficienza dello Stato italiano e adesioni per il ricorso alla Class Action. Contatta il punto di riferimento più vicino a te o diventa tu punto di riferimento
  2. Partecipa a un incontro scatta foto, registra un video, pubblica il diario
    Sul sito di giornalismo partecipativo di Radio Radicale Fai Notizia abbiamo predisposto un’inchiesta che documenta tutte le tappe del tour di Gaoussou Ouattara. Aiutaci a documentare questa iniziativa nonviolenta.
  3. Firma l’appello contro lo stato illegale
  4. Segnala un caso per la class action

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