La Basilicata e le ecomafie

<!– @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } –>

Il rapporto di Legambiente sulle Ecomafie e le dicerie sugli ”untori”

Nella prefazione al rapporto sulle ecomafie, pubblicato da Legambiente, Roberto Saviano commenta un dato che dovrebbe far riflettere: la “ecomafie spa” ricava dal traffico di rifiuti 20 miliardi di euro all’anno. Afferma Saviano: “Come per il Narcotraffico, il fare affari con i rifiuti, sotterrare scorie tossiche, devastare intere aree, ha permesso alle organizzazioni criminali o a semplici consorterie imprenditoriali di accumulare capitali poi necessari per specializzarli in altri settori.” Il rapporto sulle ecomafie pubblicato da Legambiente conferma ancora una volta che il Sud è la pattumiera d’Italia.

Con 20 miliardi di incassi, la “ecomafie spa” è una delle aziende più solide del nostro paese. Nell’Italia, fiaccata dalla crisi, il traffico di rifiuti continua a garantire ottimi guadagni e non conosce flessioni. Trafficare in rifiuti conviene, anche perché si rischia poco e si guadagna tanto. Nel rapporto di Legambiente troviamo una conferma all’allarme che in questi anni abbiamo ripetutamente lanciato. In materia di reati ambientali, se rapportiamo i reati alla popolazione residente, la Basilicata si colloca al terzo posto in Italia, subito dopo la Calabria e la Sardegna; ma se consideriamo le infrazioni relative alla normativa penale sui rifiuti, la Basilicata, considerando il rapporto reati abitanti, si colloca al primo posto, sopravanzando Calabria e Campania.

Scrive Legambiente: “Infatti, se i numeri in termini assoluti delle infrazioni accertate vedono la Basilicata in fondo alla classifica regionale(16° gradino), la situazione si inverte se consideriamo il numero delle infrazioni in base alla popolazione(incidenza ogni 10000 abitanti ndr).” Insomma, contrariamente a quello che pensa il Presidente della Giunta regionale Vito De Filippo, di recente ascoltato dalla Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti, la situazione è preoccupante. Del resto, va da sé, che se davvero si vuol capire l’incidenza di un fenomeno in un determinato territorio, i numeri vanno rapportati alla popolazione residente. E proprio da un’attenta lettura del dossier di Legambiente emerge che la provincia di Matera, con 87 reati accertati e un’incidenza del 4,3 ogni 10 mila abitanti, è seconda in classifica solo dopo Vibo Valentia(5,6 reati ogni 10 mila abitanti). La Basilicata con la sua densità abitativa(59 abitanti per km quadrato) è un luogo ideale per lo smaltimento di rifiuti tossici e pericolosi.

POST COLLEGATI

Mettiti in contatto con noi

 

DIFFONDI LA CAMPAGNA