Pannella: La partitocrazia è ridotta a un punto tale che ogni volta deve illudersi di ricorrere a contro-riforme per salvarsi

da una nota di agenzia letta a Radio Radicale

‘Perfino il governo Dini e’ stato creato su proposta di Berlusconi, che non aveva seguito tre mesi prima la mia proposta di dimissioni di massa per andare alle elezioni’. Lo ricorda Marco Pannella, nel corso della consueta conversazione domenicale a Radio Radicale, interpellato sulla situazione politica e le eventuali elezioni anticipate.

‘Allora – aggiunge – Berlusconi disse: se ci sono elezioni a giugno facciamo un governo di transizione, indichiamo Dini e andiamo avanti cosi’. E appena nominato Dini, Berlusconi si astenne. Dunque apparve legittimo che Dini cominciasse a lavorare per non avere le elezioni dopo tre mesi, non avendo avuto il voto favorevole di Berlusconi che lo aveva indicato’.
Ma ci saranno stavolta le elezioni anticipate? ‘Il vero problema – risponde Pannella – e’ che le elezioni anticipate non saranno comunque elezioni democratiche. Questo lo sappiamo comunque. Saranno elezioni partitocratiche. Magari con qualche manifestazione di protesta. Sappiamo gia’ che non saranno elezioni democratiche, e dunque occorre continuare a prepararsi ad una situazione che e’ quella della democrazia reale italiana’

Estratto della conversazione settimanale Pannella – Bordin, 1 agosto 2010

“Continuo a ritenere davvero che ci vogliano motivati, ragionevoli, calcolati motivi per interrompere una legislatura”. “Andare adesso nell’attuale situazione progettuale della sinistra e della destra del regime a mio avviso è un suicidio. Davvero avremo il debito pubblico che salirà al 130-140 per cento”.

Pannella ha ricordato anche quella che secondo lui è stata una felice “battuta di Bersani che ha detto: va bene togliere Berlusconi, ma stiamo attenti che c’è anche Chavez. Intanto – nota il leader radicale – non credo che D’Alema avrebbe usato questo nome”. “E’ una battuta di quel buon senso arguto che è proprio degli emiliani”.

Sia D’Alema che Bersani “sono tutti e due d’accordo sul fatto ‘governo di transizione’.Anche Veltroni. Per dire: sono tutte cose che durano una settimana, perché per il resto non cambierebbe granché. L’unica cosa: c’è la successione di Tremonti. La partitocrazia è ridotta al punto che ogni volta deve illudersi di ricorrere a contro riforme per salvarsi”.

L’esempio delle leggi elettorali: “Durano due anni, tre, e poi le cose sono peggio di prima”.”Posso dire che Ichino, Morando, e altri esponenti del Pd, sono assolutamente d’accordo con noi e stiamo per lanciare un comitato per l’uninominale. Domattina mi pare che una qualche sede del Pd finalmente farà un dibattito sulla legge elettorale. Ora è evidente che quella tesi del ‘governo di transizione’ passa attraverso un piccolo corridoio, inevitabile: il sistema tedesco. E allora se davvero possiamo riproporre al Paese – che nel 93 approvò a grandissima maggioranza un referendum per il passaggio al sistema americano, e poi ancora nel 99 anche se non si raggiunse il quorum”, il sistema elettorale maggioritario, è indubbio che i Radicali lo faranno. Quello anglosassone è sistema “presidenzialista”.

“La semplificazione è quella di valorizzare a tutti i livelli un sistema elettorale che pone scelte chiare tra due o tre persone, e senza l’illusione di riforme come il ‘mattarellum’ che era soltanto – come abbiamo previsto – un sistema per sputtanare il maggioritario”

Conversazione settimanale Pannella – Bordin, 1 agosto 2010

 

Marco Pannella

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