Int. a Marco Pannella – «Il governissimo è una porcata»

Libero
Chiara Buoncristiani

 

Marco Pannella ha un suggerimento per il popolo di "quelli che la politica oggi si fa coi dossier". Codino grigio e sigaro d’ordinanza, il leader dei Radicali spiega: «Berlusconi faccia una telefonata a D’Alema».
Cioè? «Silvio Berlusconi o è il mostro che descrivono, o è il più liberale degli statisti contemporanei».
Quale delle due? «Mi segua. Berlusconi ha la maggioranza assoluta e dice comunista con quattro "C". Ma quando può proporre il ministro degli Esteri di mezzo miliardo di europei riunisce il Consiglio dei ministri e candida il CCCComunista D’Alema. Ma possibile che nessuno – dico nessuno – da mesi a sinistra, a destra, al centro abbia sprecato una sola parola?».
Quindi? «Fallita la candidatura, Berlusconi decide poi di nominarlo presidente del Comitato di controllo parlamentare sui servizi segreti. Nel mondo globalizzato per un regime partitocratico questo incarico può essere molto più importante e delicato di quello del ministero degli esteri ufficiale. Nei due casi, D’Alema accetta e ringrazia. E ancora tutti zitti».
Quindi anche i comunisti nel loro piccolo servono? «II regime da sempre sceglie innanzitutto a chi assegnare il ruolo dell’opposizione prima ancora di aver ben chiaro quello di maggioranza, ma questa volta si va ben oltre».
E il terzo polo che ruolo gioca? «Ma si riferisce a noi?».
Veramente a Fini, Rutelli, Casini… «Se mi dà un binocolo glielo dico».
Purtroppo non ce l’ho. «Allora quelli là proprio non li vedo».
Favorevole ad elezioni anticipate? «Le elezioni anticipate sono una iattura di tipo suicidario per il Paese, ma può anche fornire l’illusione di rimandare lo sfascio partitocratico».
Quindi, in teoria, lei è contrario ad andare al voto subito… «Quando, in Italia, si inizia una frase dicendo "in teoria siamo d’accordo", si prosegue sempre dicendo che "però in pratica siamo contro". Noi no, restiamo contro».
I radicali alleerebbero con il centrosinistra o con il centrodestra? «Noi ci alleiamo con chi accetta di essere nostro alleato».
Alleanza a quali condizioni? «Riforma della legge elettorale e dello Stato sul modello anglosassone».
Come vedrebbe un governo tecnico per cambiare legge elettorale? «Aspetterei solo di sapere quali sono i nuovi porci autori della nuova porcata».
Rai e partitocrazia. Anche Fini tiene famiglia e l’ha favorita in Rai… «Sarebbe allora il millesimo ad averlo fatto! Tranne noi».
Fini si deve dimettere? «No, ma lo chiedono per avere elezioni che facciano strage di legalità e di democrazia».
Che dovrebbe fare Napolitano? «Io non posso che auspicare che il presidente continui a dimostrarsi consapevole di quanto incostituzionale e antidemocratico oggi connoti financo le istituzioni e sappia trovare per sé e per noi tutti la difficilissima, tanto quanto necessaria via di uscita».
Chi vede come candidato all’opposizione? «All’opposizione di regime? Non lo vedo, onestamente, perché ad esempio né Gianfranco Fini né Nichi Vendola si sono nemmeno sognati di opporsi ai contratti Berlusconi-D’Alema per il ministero degli esteri di mezzo miliardo di europei o di gestore di quella pericolosa multinazionale che sono, in sostanza, i nostri servizi segreti».
Almeno ci dica chi secondo lei sembra il meno peggio. «Di altri oppositori di (e non al) regime non ce ne è bisogno, perché non servirebbero a nulla, ma c’è bisogno e urgenza di opposizione alternativa ad esso, a tutti i ruoli di questo regime. Insomma, ci sarebbe un candidato alternativo – Radicale quando ci fossero primarie vere, cioè solamente quelle di un sistema elettorale e statuale anglosassone, quelle che, ad esempio, hanno coinvolto il mondo intero nelle primarie che hanno portato alla candidatura ed alla vittoria di un Barack Obama».

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