Rom: Senatori Radicali presentano interrogazione a Frattini e Maroni per sapere che fine hanno fatto tutti i finanziamenti europei per l’integrazione?

Dichiarazione dei Senatori Radicali Marco Perduca e Donatella Poretti:
 
“Mentre il Presidente Berlusconi, magari pensando alle prossime elezioni, si è dichiarato totalmente d’accordo col Presidente Sarkozy sulle politiche relative alla accoglienza dei Rom, bisognerebbe però che il suo Governo rendesse noto che fine hanno fatto i soldi che l’Italia ha richiesto, e ottenuto, dall’Unione europea per mettere in atto politiche di aiuto all’integrazione delle comunità rom e sinti.
 
Secondo uno studio dell’organizzazione EveryOne, dal 2007 a oggi, il Governo italiano e le Amministrazioni locali hanno impiegato ben 91 milioni 615 mila euro – oltre 83 mila euro al giorno! – per sgomberare insediamenti Rom di città medio-grandi, senza considerare i micro-insediamenti abusivi. Siccome scarseggiano le rendicontazioni sull’effettivo utilizzo dei soldi europei, destinati a tutt’altro, abbiamo presentato una interrogazione scritta ai Ministri Frattini e Maroni perché venga fatta chiarezza sulla questione.
 
Interrogazione a risposta scritta al Ministro degli Esteri e dell’Interno
 
dei Senatori Perduca e Poretti
 
Premesso che:
 
Per il periodo compreso tra il 2007 e il 2013, l’Unione europea ha predisposto uno stanziamento di 15 milioni 321 mila euro all’Italia attraverso l’FSE – il Fondo Sociale Europeo -, principalmente per l’inclusione sociale dei soggetti svantaggiati.
 
Considerato che:
 
le popolazioni Rom e Sinti, in particolare, sono coinvolti come possibili partecipanti di una serie di iniziative che rappresentano per l’Italia – così come per gli altri Stati membri – almeno il 27% del budget FSE complessivo;
 
all’indomani del suo insediamento come Ministro, l’Onorevole Franco Frattini ebbe a dire che “l’Italia avrebbe avuto accesso ai fondi europei per l’integrazione dei Rom per la prima volta, dato che né il Governo Prodi, né i precedenti Governi, mai avevano avanzato richieste in tal senso”:
 
secondo quanto ricordato dall’organizzaione Gruppo EveryOne, organizzazione internazionale per i diritti umani: “a integrare i fondi dell’FSE all’Italia, sempre per gli stessi fini, vi sarebbero anche alcune iniziative l’iniziativa comunitaria EQUAL (nata nell’ambito della Strategia Europea per l’Occupazione e cofinanziata dal Fondo Sociale Europeo per il periodo 2000-2006 promuove la sperimentazione di approcci e politiche innovativi per contrastare il fenomeno della discriminazione e della disuguaglianza nel mercato del lavoro) che avrebbe aumentato consistentemente i budget stanziati da progetti regionali e su base nazionale. Ma non è tutto,” proseguono gli attivisti, “perché oltre ai fondi europei per i Rom, risulta che il Governo abbia percepito negli ultimi tre anni consistenti somme anche per quanto concerne il progetto KNE (che intende garantire e migliorare i processi di integrazione e inclusione sociale dei migranti giunti in Italia da massimo 5 anni, tramite l’offerta di percorsi di formazione teorico-pratica di lingua italiana, di orientamento civico e di formazione professionale. Il Progetto è finanziato dal Ministero dell’interno e dal FEI (Fondo Europeo per l’integrazione di Cittadini di Paesi Terzi), co-finanziato e realizzato dalla Camera di Commercio di Roma attraverso la sua Azienda Speciale IRFI ), che dovrebbe garantire e migliorare i processi di integrazione e inclusione sociale delle persone migranti arrivate nel nostro paese da un periodo massimo di cinque anni;
 
tale iniziativa – finanziata dal Ministero dell’Interno e dal FEI dovrebbe essere favorita tramite l’offerta di percorsi di formazione di lingua italiana, orientamento civico e formazione professionale dei migranti;
 
secondo quanto affermato in una recente audizione alla Camera dei Deputati dal prefetto Mario Morcone, capo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione presso il Ministero dell’interno, l’Italia ha percepito inoltre un importo di 6 milioni 323 mila euro destinato a finanziare i rimpatri coattivi e volontari dei cittadini dei Paesi terzi per il 2010, di altri 6 milioni 223 mila euro destinati ai richiedenti asilo in Italia per il 2010 e di ulteriori 95 milioni di euro per il periodo 2007-2013 (di cui 6 milioni per il 2007, 8 milioni 500 mila per il 2008) destinati all’integrazione di cittadini terzi;
 
secondo stime di molte organizzazioni attive nel settore dell’integrazione, con un budget quale quello costruito coi vari finanziamenti internazionali l’Italia in tre anni avrebbe potuto affrontare in maniera strutturare la problematica dei Rom e dei Sinti, garantendo istruzione, soluzioni abitative e possibilità di impiego oltre che favorire la piena integrazione della totalità dei migranti extracomunitari bisognosi di protezione internazionale sbarcati nelle coste italiane dal gennaio 2010 a oggi.
 
dal 2007 a oggi,il Governo italiano e le Amministrazioni locali hanno impiegato ben 91 milioni 615 mila euro (oltre 83 mila euro al giorno!) per sgomberare insediamenti Rom di città medio-grandi, senza considerare i micro-insediamenti abusivi.
 
Considerato infine che alle richieste pubbliche di varie organizzazioni, come la succitata EveryOne non è mai stata data risposta neanche a mezzo stampa;
 
si chiede di sapere:
 
se, come e quando siano stati impiegati i i fondi ricevuti a vario titolo da parte delle organizzazioni europee.
 
Se codesti ministeri siano a conoscenza di un’inchiesta della Commissione europea nei confronti dell’Italia, per verificare se e come i fondi percepiti dal 2007 a oggi siano stati effettivamente impiegati per i fini cui erano destinati.

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Donatella Poretti, Marco Perduca

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