Fioccano i dibattiti sulla mafia, ma chi ne è stato vittima…è buttato fuori!

– www.associazioneaglietta.it – Ass.Radicale Aglietta, Torino –
Comunicato inviato da Ass.Rad.Aglietta e ripreso da Gian Piero Buscaglia, del Comitato Nazionale Radicali Italiani:

Tanti dibattiti sulla mafia. Ma chi ne è stato davvero vittima… è trattato da “intruso” e poi fisicamente estromesso.

Alessandria, 11.X.10: incontro Acsal-Libera con Anna Canepa, magistrato antimafia. G. Piero Buscaglia – 22 anni di polizia alle spalle – http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=313256 – partecipa da invitato. Il padre della Canepa fu suo legale contro lo Iacp-IMPERIA: alloggi a riscatto edificati da impresario mafioso cui la questura dava licenza d’acquisto esplosivo (!). Da ingenuo, B. segnalò ai superiori il curioso abbuono delle tasse di cc.gg. sui rinnovi, cosicché il titolare era sempre intestatario di kg.100 di tritolo e mai dei 150-200 successivi. Seguirono: fuga da Imperia, mobbing, screditamento, odissea giudiziaria, licenziamento, altre gravi conseguenze. Dunque, nella sua vicenda esistenziale, egli trovò la mafia “dentro” lo Stato”, sotto il naso di Sindacati stranamente silenti.
Se il fine di questi dibattiti è sensibilizzare cittadini e giovani, non si capisce perché un’esperienza vissuta non possa rientrare in tale opera di consapevolezza, oggettiva e non manichea (ai convegni di Libera, spesso si semplifica: destra malvagia, mafiosa; sinistra buona, impegnata nella lotta). La Canepa aveva tenuto analogo convegno a Ventimiglia (v.news su richiesto scioglimento dei Consigli comunali a Bordighera e Ventimiglia per infiltrazioni mafiose). Alla fine dell’incontro alessandrino, dove B. è intervenuto fra molti altri, quando già il magistrato si dirigeva in sala rinfresco, l’agente di scorta in borghese ha bruscamente invitato B. a uscire, chiedendogli i documenti (prontamente forniti) e poi strattonandolo e estromettendolo fisicamente.
Ma Buscaglia NON ACCETTA di:
1. esser considerato un INTRUSO in tali sedi, proprio lui che ha vissuto sulla sua pelle una vicenda così grave;
2. esser cacciato da un luogo pubblico, mentre gli altri si intrattengono in commenti e assaggi di prodotti “antimafia” di Libera.
Particolarmente grave il comportamento dell’esponente di Libera, avv. Paola Sultana, che, benché B. fosse già stato trascinato fuori (soltanto dopo s’è accorto d’aver la canottiera strappata; la camicia ha resistito grazie ai bottoni a scatto) e sebbene fosse circondato da agenti Digos (prontamente quanto inopportunamente chiamati dalla scorta del giudice), così infieriva: “Non era un convegno pubblico! E la sua è una storia personale“. Peccato che la conferenza fosse invece annunciata sui giornali, che parlavano chiaramente di “partecipazione libera”. Inoltre, B. aveva ricevuto l’invito da Marco Madonia, referente Acsal. Quanto al fatto che il suo caso sia personale… beh, per smentire ciò basta guardar gli “ingredienti”: 22 anni dentro lo Stato, Antistato, Sindacato.
Gian Piero Buscaglia 3297216116 postagraf@gmail.com GRAF Gruppo Radicale Adele Faccio. Membro del Comitato Nazionale Radicali Italiani e dell’Ass. Radicale Aglietta di Torino

Dall’interrogaz. parlamentare radicale 15.X.08 (genesi della vicenda): “B. denunciò a numerosi alti funzionari di Ps il verificarsi d’irregolarità gravi, relative ad es. al trasporto d’armi e esplosivi. Secondo quanto verificato, un impresario, cui la procura di Savona propose poi il soggiorno obbligato per mafia, pagava le tasse governative di rilascio esplosivo e non i rinnovi. Oltre al curioso favore economico, costui risultava così sempre intestatario dell’iniziale quantità di tritolo per sparo mine e non dei quantitativi acquisiti in seguito. B. segnalò anche alcune evidenti anomalie nella tenuta d’appalti dell’Istituto autonomo case popolari, e (…) subì gravi minacce”. (…) “La vicenda vide indubbiamente il suo inizio negli anni ’80, quando egli, zelante neofita appena assunto in polizia a Imperia, svolgendo le proprie funzioni, notò episodi poco chiari e irregolarità. Anziché far finta di nulla, riferì ai superiori, ricevendo il consiglio di starne alla larga: la Liguria viveva le prime vicende d’infiltrazione mafiosa in politica e negli appalti; negli anni ’90, scoppiò il caso dei funzionari di Ps collusi con massoneria e nuova P2″.

http://grupporadicaleadelefaccio.wordpress.com/2010/10/14/fioccano-i-dibattiti-sulla-mafia-ma-chi-ne-e-stato-vittima%e2%80%a6-e-buttato-fuori/
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