I 9 Motivi di irregolarità nella presentazione della Lista di Formigoni

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Nell’attesa che il Partito del Popolo delle Libertà e la Lega Nord effettuino le verifiche promesse dal Presidente della Lombardia, si illustrano di seguito i veri conteggi (parziali) degli elenchi di sottoscrizioni per la presentazione della Lista “Per la Lombardia” a sostegno di Roberto Formigoni come candidato Presidente.

Dalla pagina 28 della perizia calligraficaQuesti i 9 Motivi di Irregolarità:

1) Le firme “sognate”: 42
All’atto della presentazione della Lista “Per la Lombardia”, i delegati dichiararono che gli elenchi recavano complessivamente 3.935 firme. Sennonché, già solo sommando le firme dichiarate dagli stessi presentatori in ciascun elenco, la somma risulta pari a 3.893. Ci sono dunque 42 firme che sono state sognate dai presentatori, ma che non risultano nemmeno al più ottimistico dei conteggi: il loro.

2) Le firme “inesistenti”: 21
Al contrario delle “sognate”, le firme inesistenti sono conteggiate dai presentatori. Ma, proprio come le sognate, tali firme non esistono. Come rilevato dall’Ufficio centrale regionale nella deliberazione del 3 marzo 2010, le firme effettivamente presenti negli elenchi che sono state effettivamente apposte sono 3.872 firme: vi sono dunque altre 21 firme inesistenti, che aggiunte alle sognate fanno 63.
Sicché è dal numero di firme in concreto presentate (3.872) che devono essere sottratte quelle invalide, di seguito indicate.

3) Le firme subito invalidate dall’Ufficio elettorale: 244     
L’Ufficio Elettorale ha subito escluso la validità di 244 firme per mancata corrispondenza dei dati ai certificati prodotti. Tale numero di firme invalide non bastò a far decadere la lsita, stante la base di partenza di 3872 firme, e la soglia di legge di almeno 3500 firme valide sufficienti per l’ammissione della Lista.
Tuttavia, come subito la Lista Bonino-Pannella rilevò, l’Ufficio elettorale omise di considerare nella seduta del 27 febbraio 2010 ulteriori vizi delle sottoscrizioni che saranno meglio quantificati nel secondo conteggio, i quali, per la loro entità, ne avrebbero imposto invece l’esclusione.

4) Le firme invalide per vizi di autenticazione: 526
Alcune autenticazioni delle firme non sono avvenute secondo quanto prescritto dalla legge ed in particolare:
– manca il timbro tondo sui moduli per 138 firme
– manca la data dell’autentica in 125 firme
– manca il luogo dell’autentica in 234 firme
– manca la qualifica dell’autenticante in 29 firme

5) Le firme non autenticate: 26
L’elenco n. 145, contenente 25 firme, è privo di sottoscrizione dell’autenticatore.

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6) Le firme false: 473 certamente dalle stesse mani; seri indizi su altre 99
Altro esempio dalla perizia calligraficaEmerge con lampante evidenza che alcuni elenchi recano sottoscrizioni le cui caratteristiche sono tali da ricondurle alla stessa mano. La gravità della circostanza ha reso opportuno l’esperimento di una perizia calligrafica. Trattandosi di un esame delicato e complesso, e stante la corposità della documentazione, ad oggi è possibile riferire un primo resoconto analitico dei riscontri tecnici ottenuti, dai quali risulta che almeno 473 firme risultano apposte dalle stesse mani secondo elementi chiari ed univoci. Più in particolare, vi sono alcuni elenchi che recano sottoscrizioni apposte tutte dalla stessa mano, mentre altri recano gruppi di sottoscrizioni – due o più – riconducibili alla stessa mano.
La perizia calligrafica che si produce reca un dettaglio degli elenchi e delle sottoscrizioni affetti da tale vizio e la sua dimostrazione scientifica.
Seri dubbi di falsità, legati anch’essi alla riconducibilità alla stessa mano delle sottoscrizioni, sono emersi, poi, con riferimento ad almeno ulteriori 99 firme, ma sono in corso ulteriori approfondimenti.  

7) Le firme impossibili (o “falso ideologico”): 1826
è stata violata la disposizione di legge secondo cui “la firma degli elettori deve avvenire su apposito modulo recante il contrassegno di lista, il nome e cognome, il luogo e la data di nascita dei candidati” (art. 9, comma 2, della legge n. 108/1968).
 Risulta da dichiarazioni pubbliche rilasciate ai giornali (intervista a Roberto Formigoni a Repubblica, dichiarazioni in televisione da parte dei presentatori delle liste) che almeno fino al vertice della sera del 24 febbraio (ma secondo alcuni articoli di stampa ancora fino al 26 febbraio) era in discussione la candidatura del signor Paolo Cagnoni al posto di Mario Cavallin o di Doriano Riparbelli, che appaiono al numero 3 e 16 della lista di candidati presentata all’Ufficio elettorale.
Tale discrasia temporale è stata immediatamente denunciata all’Ufficio centrale elettorale e alla Procura della Repubblica.
Pertanto, le sottoscrizioni autenticate in data antecedente (alcune risalenti anche al 13 febbraio), e quindi, a tutto voler concedere, fino al 23 febbraio (escludendo nel dubbio anche il 24 febbraio, non essendo noto l’orario dell’autenticazione) destano il sospetto di un falso ideologico, o, comunque, non risultano conformi alla disposizione che prescrive la sottoscrizione della lista presentata.
In particolare, risulta che 1.826 firme sono state autenticate in data antecedente alla definizione della lista dei candidati (si veda tabella “excel” che indica il numero di elenco e di firma rispetto a ciascun elenco interessata da tale vizio,

8) Le firme doppie 
Si segnala al riguardo che appaiono apposte alcune firme doppie, ad esempio nell’elenco n. 5  e in quello n. 73, firma n…  risulta firmatario il medesimo soggetto.
Fermo restando che non può escludersi che ulteriori approfondimenti.

9) Le firme dei “veggenti” 544 (ovvero: per le quali i certificati elettorali sono stati acquisiti in data antecedente alle autenticazioni)
Altro esempio dalla perizia calligraficaLa legge prevede che, insieme alla Lista dei candidati debbano essere presentati i certificati che attestino l’iscrizione dei firmatari nelle liste elettorali di un comune della circoscrizione.
Risulta che 544 certificati elettorali (in alcuni casi si tratta di certificati collettivi) sono stati rilasciati in data antecedente all’autenticazione delle sottoscrizioni (come già segnalato dai ricorrenti all’Ufficio elettorale e alla Procura della Repubblica).
Questo desta sospetti sulle modalità di raccolta delle firme, dato che i certificati elettorali vengono rilasciati dai “Comuni ai quali appartengono i sottoscrittori della dichiarazione di presentazione della lista” entro il termine improrogabile di ventiquattr’ore dalla richiesta dei presentatori della lista (art. 9). La richiesta dei certificati elettorali è dunque possibile da parte dei presentatori della Lista solo in quanto essi conoscano i nomi e l’ordine dei soggetti che hanno già firmato la lista, e, in tal modo, possano richiedere al Comune il certificato elettorale, eventualmente cumulativo.
Appare dunque quantomeno singolare che, anche diversi giorni prima della sottoscrizione degli elenchi, fossero stati richiesti e rilasciati dai Comuni certificati, anche cumulativi, nel medesimo ordine che avrebbero poi in concreto presentato gli elenchi stessi.

Le irregolarità di cui sopra sono di per sé quantitativamente tali, partendo da un numero di firme presentate accertato dall’Ufficio pari a 3.872, da impedire alla Lista “Per la Lombardia” di raggiungere la soglia minima di 3.500 sottoscrizioni valide necessarie per la sua ammissione alla competizione elettorale.

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