Mozione Particolare sulle Riforme Economiche e Sociali

Il IX Congresso di Radicali Italiani, riunito a Chianciano Terme dal 29 ottobre al 1° novembre 2010,
premesso che:
tutti gli studi e i dati relativi all’ultimo ventennio evidenziano la natura strutturale, di lungo periodo, della crisi economico-sociale che affligge l’Italia;
una più approfondita analisi dei dati comparati europei sulla disoccupazione e sulla inattività in Italia, evidenzia una strutturale, non congiunturale, portata della crisi nel mercato del lavoro. Ciò non solo smentisce la rappresentazione politica e mediatica di un’Italia nella media europea, ma evidenzia un progressivo avvicinamento del nostro paese alla gravissima situazione spagnola;
ciò comporta la necessità di utilizzare terapie radicali che affrontino i nodi strutturali che hanno caratterizzato la lunga e profonda crisi dell’economia italiana;
è necessario, in primo luogo, contrarre e riqualificare la spesa pubblica che ha causato un debito pubblico pari a 1850 miliardi di euro, con un onere annuale derivante dagli interessi sul debito  pari a 80 miliardi annui;
l’indispensabile contrazione della spesa pubblica non può più essere operata indiscriminatamente, in modo automatico e orizzontale, ma deve concentrarsi sui molti centri di spesa inutile, salvaguardando gli investimenti necessari nelle aree strategiche per il nostro futuro come la ricerca, la formazione, l’innovazione;
lo sviluppo è una condizione primaria per giungere al necessario risanamento delle finanze pubbliche. Per centrare questo obiettivo è indispensabile dare corso alle riforma della struttura del mercato, in modo da renderlo libero e realmente concorrenziale, mediante un’opera di sburocratizzazione, di deregolamentazione , in modo da generare un sistema efficiente. Ciò è ottenibile solo proponendo una riforma normativa che consenta una reale liberalizzazione del sistema economico; per raggiungere tali obiettivi è necessario realizzare una rivoluzione delle infrastrutture giuridiche, delle regole, unica modalità in grado di superare i permanenti conflitti di interesse che hanno corrotto, per un sessantennio, la natura del capitalismo italiano a causa del profondo legame che vincola le strutture partitocratiche ad un capitalismo come inquinato, familistico, bancocentrico, senza capitali.
In una prospettiva di breve termine è necessaria ed urgente l’elaborazione di un manifesto liberale e radicale che sia occasione per l’elaborazione di una efficace iniziativa pubblica. Si individua la necessità di “diventare grandi” per proporre un paradigma essenziale composto delle moltissime campagne politiche radicali possibili: sostenere le imprese nella crescita, affrontando i nodi che la ostacolano, come la riforma del fisco, l’innovazione, l’abolizione dell’articolo 18 in favore di un sistema di ammortizzatori sociali universali; impegna il Movimento a diffondere e a sostenere le proposte radicali all’insegna del principio di una più equa distribuzione della spesa sociale tra pensioni e welfare, condizione essenziale e irrinunciabile per liberare le risorse umane più preziose del nostro paese; a sostenere la proposta di legge Beltrandi-Misiani per evitare i ritardi nei pagamenti alle imprese; a rilanciare l’iniziativa radicale centrata sulla proposta di legge relativa ai contributi silenti, unica proposta in grado di garantire ai contribuenti una minima assicurazione possibile in grado di contrastare l’irresponsabile inerzia della politica in questo ambito.

 

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