Legalità contro la nuova schiavitù

Per porre fine alla tragedia del lavoro nero dei clandestini e della loro esclusione dalla cittadinanza basta applicare la legge

immigrati

Sam, meccanico, 30 anni: «Il 31 marzo chiedo il mio salario arretrato, il Padrone mi prende a pugni negli occhi. Ora ho problemi alla vista. Ma non lo denuncio. Ho paura di non trovare più lavoro o essere espulso» .

Josh, 35 anni, ha lasciato il suo posto come giardiniere: «Mi comandavano i lavori in dialetto, io non capivo. E quando sbagliavo, i proprietari, padre e figlio, mi stringevano il collo o mi picchiavano» .

Ibra, 30 anni, lavorava 14 ore al giorno, muratore e guardiano: «mi hanno cacciato dopo che uno scoppio di gas mi ha completamente ustionato» .

Noi sottoscritti

donne e uomini diversi per provenienza, religione, storia, cultura, rivolgiamo un appello a tutti gli uomini e a tutte le donne di buona volontà, al Ministro Dell’Interno, ai movimenti dei migranti nelle loro diverse responsabilità, perché, superando per un momento le diverse opposte visioni, pongano la loro attenzione e l’azione dei prossimi giorni per una soluzione ragionevole, quanto possibile, del flagello del lavoro nero degli immigrati; nonché della condizione di clandestinità in cui sono costretti.


Firma l'appello contro la nuova schiavitù

 

In Italia sono 700 mila gli immigrati costretti a lavorare in nero, di questi almeno 500 mila, non avendo il permesso di soggiorno, sono sotto ricatto e senza alcun diritto.

Guarda il video della conferenza stampa sulle iniziative Radicali in tema di immigrazione

L’articolo 18 del Testo unico sull’immigrazione prevede il rilascio del permesso di soggiorno provvisorio per motivi umanitari e di protezione sociale, ovvero per quegli stranieri che si trovino in “una situazione di violenza o di grave sfruttamento” . Una procedura che può essere azionata non solo nei casi di contrasto dello sfruttamento della prostituzione, bensì anche – come ha chiarito la circolare del Ministero dell’Interno del 4 agosto 2007- in ambito lavorativo.

ultimi dati

Anche se il 40,6 % dei 5,3 milioni di immigrati presenti in Italia (100mila in meno rispetto al 2007, in epoca pre-crisi) sono diplomati o laureati, circa 700 mila sono lavoratori in nero.
 Dei 544 mila irregolari presenti sul territorio ne lavorano il 90%. Dato che supera quello degli immigrati presenti regolarmente (80%). Cioè se sei irregolare hai più possibilità di essere assunto.
I nuovi lavoratori regolari nel 2010 sono 183mila (+10% rispetto al 2009). Al contempo cresce il tasso di disoccupazione tra gli stranieri, che passa dal 10,5% del primo trimestre 2009 al 13% del primo trimestre 2010.

Nel 68,2% dei casi, chi non possiede i documenti è soggetto a lavoro nero, diventando una risorsa per molti imprenditori privi di scrupoli. I lavoratori immigrati sono maggiormente soggetti ad infortuni perché svolgono le attività più a rischio. Le morti bianche aumentano fra gli stranieri (+8% dal 2005 al 2007) e calano fra gli italiani. L’Inail ha pubblicato nel 2010 i dati relativi al 2008 quando ha ricevuto 143mila denunce di infortuni da parte di immigrati, di queste 176 mortali. Non rientrano nelle statistiche gli incidenti non denunciati dagli irregolari che temono l’espulsione.

Dati: Censis, Ismu e Iprs per conto del ministero del Lavoro – Rapporto Caritas

Fondazione ISMU, Rapporto 2010

Eppure l’articolo 18 è disapplicato se non addirittura violato dalle Questure, poiché il permesso di soggiorno provvisorio non viene quasi mai concesso per situazioni di sfruttamento in ambito lavorativo.

Nel 2009 sono stati solamente 810 i permessi rilasciati per motivi umanitari, e hanno riguardato pressoché in maniera esclusiva vicende collegate a reati di sfruttamento della prostituzione, riduzione in schiavitù e tratta di essere umani.

Questa applicazione contra legem, oltre a delegittimare l’autorevolezza dello Stato, impedisce a migliaia di persone sfruttate e spinte verso la clandestinità di emanciparsi da una criminalità senza scrupoli.

L’Italia per altro sta già violando gli obblighi derivanti dall’Unione europea per non aver attuato la direttiva rimpatri 115 del 2008 che doveva essere recepita entro il 24 dicembre 2010.

Per questo riteniamo di enorme importanza e urgenza che il Ministero Dell’Interno:

  • adotti tutti i provvedimenti necessari ad una corretta attuazione dell’articolo 18 del Testo unico sull’immigrazione, affinché le questure concedano il permesso di soggiorno temporaneo alle vittime di sfruttamento lavorativo, disponendo se necessario un’indagine amministrativa per comprendere i motivi di quanto accaduto sino ad oggi;
  • convochi un tavolo istituzionale sul tema delle truffe commesse in danno degli immigrati nell’ambito della procedura di regolarizzazione prevista dal decreto legge n. 78 del 2009, promuovendo in tempi brevi l’introduzione di una normativa che permetta a questi stranieri di denunciare la truffa subita senza il pericolo di essere espulsi dal territorio italiano;
  • emani una nuova circolare e, tramite essa, inviti le questure a concedere agli immigrati truffati in occasione della procedura di regolarizzazione prevista dal decreto-legge n. 78 del 2009 un permesso di soggiorno per attesa occupazione o per protezione sociale ex art. 18 del decreto legislativo n. 286 del 1998.

Invitiamo il Parlamento

  • a recepire con urgenza la direttiva europea 2009/52/CE, la quale prevede, tra l’altro, un intervento del Governo italiano affinché venga rilasciato un permesso di soggiorno temporaneo ai lavoratori extracomunitari che denuncino la loro posizione irregolare alle Autorità competenti oltre alla non applicazione di sanzioni ai datori di lavoro che, autodenunciandosi, provvedano alla regolarizzazione dei dipendenti extracomunitari clandestini;
  • a recepire la direttiva europea 115 del 208 sui rimpatri che ha creato un vuoto normativo colmato in parte da alcune procure che hanno ordinato il non arresto degli immigrati irregolari.

Ci appelliamo ai movimenti antirazzisti presenti in Italia e già impegnati su queste tematiche

  • ad unirsi in una comune campagna nonviolenta che possa mobilitare le coscienze di molti italiani e degli individui che nelle istituzioni sono delegate a prendere i provvedimenti in questi giorni alla portata di Governo e Parlamento.

Firma l'appello contro la nuova schiavitù

oppure scrivi a: appellomigranti@gmail.com

Guarda il video della conferenza stampa sulle iniziative dei Radicali in tema di immigrazione

Promuovono l’appello: Emma Bonino, vicepresidente del Senato – Movimento dei rifugiati e dei migranti di Caserta e Castel Volturno – Francesca Terzoni coordinamento nazionale PrimoMarzo – Mario Staderini, segretario Radicali Italiani – Khalid Chaouki, resp. Seconde generazioni PD, Luigi Manconi, italiarazzismo.it – Gaoussou Ouattarà, segretario dell’associazione Africani in Italia. – Marco Perduca, senatore Radicale – Alberto Buttaglieri, Sos razzismo – Rita Bernardini, deputata Radicali – Daniele Segre regista Shukri Said Associazione Migrare – Felicita Torrielli Aden, Associazione Soomalyia

LEGALITA’ CONTRO LA NUOVA SCHIAVITU’
Appello per porre fine alla tragedia del lavoro nero e dello sfruttamento dei clandestini

POST COLLEGATI

Mettiti in contatto con noi

 

DIFFONDI LA CAMPAGNA