Milleproroghe e sanatoria manifesti abusivi: Staderini, grazie Napolitano. Ha risposto alla nostra richiesta

La sanatoria dei manifesti abusivi è incostituzionale e antidemocratica. 
 
Ringrazio il Capo dello Stato per l’intervento che ha ritenuto di dover fare a tutela di quel minimo di legalità costituzionale che rimane nel nostro Paese. [la risposta integrale del Pres. Napolitano]
Nei giorni scorsi avevo scritto al Presidente Napolitano per sottoporgli l’intollerabilità della sanatoria prevista nel milleproroghe per i manifesti abusivi e le violazioni alle leggi sulla propaganda politica commesse dai partiti: uno scandalo che si protrae ininterrottamente dal 1996, favorendo chi viola le leggi e punendo chi invece le rispetta. 
Quella che, con la mia lettera, ho posto al Presidente non è semplicemente una questione di moralità ma innanzitutto di democrazia. Da almeno quindici anni, infatti, le leggi poste a garanzia della regolarità del processo di formazione dell’opinione pubblica vengono di fatto sospese.

Al Presidente Napolitano avevo chiesto se fosse tollerabile per le nostre istituzioni che il Parlamento licenziasse un provvedimento, come l’ennesima sanatoria approvata ieri dal Senato, che si pone in contrasto con i fondamentali principi democratici e dello Stato di diritto. E se dunque non fosse necessario avvertire lo stesso Governo e il Parlamento del rischio che attraverso di esso venisse a compiersi un ulteriore logoramento della certezza del diritto.
Ora che il Presidente ha tracciato il solco di quanto non è disposto a tollerare, è più che mai doveroso che il Parlamento intervenga per eliminare l’infame sanatoria dei manifesti abusivi.

Segue la lettera inviata al Presidente Giorgio Napolitano
 
Signor Presidente,
mi permetto di scriverLe perchè ritengo urgente sottoporre alla Sua attenzione quanto rischia di compiersi.
 
All’interno del disegno di legge cosiddetto Milleproroghe, approvato stamane dal Senato, è stata inserita una sanatoria per i manifesti che i partiti politici hanno affisso illegalmente dal febbraio 2010, in particolare in occasione delle ultime elezioni regionali.
Con soli mille euro per provincia verranno condonate le decine di migliaia di sanzioni che  i Comuni hanno comminato, con evidente danno arrecato alle casse comunali che avevano messo in bilancio il ricavato delle multe e che, in ogni caso, hanno già speso milioni di euro per gli interventi di defissione.
 
Quella che Le pongo non è semplicemente una questione di moralità ma innanzitutto di democrazia.
 
La sanatoria contenuta nel Milleproroghe, infatti, è solo l’ultima di una lunga serie: dal 1996 ad oggi si ripetono interventi del Parlamento che autoassolvono proprio chi commette “violazioni ripetute e continuate” delle norme sulla propaganda politica. Condoni analoghi a quello approvato oggi dal Senato si sono verificati nel 2001, nel 2005, nel 2008 e nel 2010.
In pratica, coloro che hanno affisso illegalmente manifesti negli spazi che spettavano ad altri e  deturpato le città mettendoli selvaggiamente su muri, cassonetti, cartelli stradali, lo hanno fatto con la certezza dell’impunità.
Chi, al contrario, ha scelto il rispetto della legge anziché la sua sistematica violazione – è il caso di noi Radicali, che da anni siamo costretti a non affiggere manifesti- si è visto sottrarre la possibilità stessa di fare propaganda.
 
Le leggi poste a garanzia della regolarità del processo elettorale e, più in generale, di formazione dell’opinione pubblica sono, dunque, sospese da almeno quindici anni.
Non credo sia temerario, anche da un punto di vista tecnico-giuridico, affermare che già solo per questo le decine di elezioni (tra politiche, europee, regionali e amministrative) che si sono tenute dal 1995 ad oggi sono state illegali e non democratiche.
 
Si tratta di un’ulteriore prova di quanto, in Italia, il processo elettorale e di formazione dell’opinione pubblica sia falsato alla radice, favorendo chi viola le leggi e punendo chi le rispetta.
Accade da tempo anche per la procedura di presentazione delle liste elettorali: chi si rifiuta di raccogliere illegalmente le firme necessarie è escluso dalla competizione elettorale (come capitato alle ultime Regionali) mentre gli altri – che fanno firme false, raccolte su liste in bianco e senza pubblico ufficiale – governano. Evito, in questa sede, di dilungarmi sulla strutturale violazione delle norme in materia di informazione e comunicazione politica che Ella sa essere stata accertata innumerevoli volte dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
 
Quello che Le chiedo, signor Presidente, è se sia tollerabile per le nostre istituzioni che il Parlamento licenzi un provvedimento, come l’ennesima sanatoria approvata ieri dal Senato, che si pone in contrasto con i fondamentali principi democratici e dello Stato di diritto.
Mi chiedo se non sia necessario avvertire lo stesso Governo e il Parlamento, anche attraverso l’esercizio del potere di cui all’art. 87, secondo comma della Costituzione, del rischio che attraverso di esso venga a compiersi un ulteriore logoramento della certezza del diritto relativamente a quanto vi è di più delicato e importante in democrazia, cioè la legalità stessa del processo democratico.
 
Con osservanza
 
Mario Staderini
Segretario di Radicali Italiani

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