I MERITI DEL LIBERTARISMO CHE LA SINISTRA DOVREBBE CAPIRE

di Domenico Letizia

Quando si parla di libertarismo (a volte viene utilizzato anche il termine anarcocapitalismo che rappresenta una delle tendenze del libertarismo) si pensa subito e giustamente a una società completamente privatizzata e libera dalla presenza dello stato. Questo modello sociale provoca terrore nelle logiche mentali di chi analizza e studia gli effetti disastrosi del capitalismo attuale. Ma la teoria e la pratica anarco-capitalista non possono essere visionate così superficialmente, soprattutto se scrutiamo questo modello, come ho fatto, partendo da “sinistra”. Tutti i libertarian seri sanno e riconoscono che l’attuale neoliberismo non è quello profetizzato, dimostrando scientificamente come l’attuale distorsione del capitalismo, che è all’opposto del libero mercato, sia frutto delle interferenze e dei monopoli dello stato nell’economia e nelle scelte politiche. Chiunque analizzi il modello libertarian o anarco-capitalista e si riscontri con studiosi, sconosciuti ai più, come Bruno Leoni si ritrova a contatto con elaborazioni teoriche come l’individualismo metodologico. Tutta la scuola austriaca basa i propri modelli su tale individualismo che auspica una visione sperimentale della società e della politica, o meglio, come scrisse uno degli austriaci più conosciuti, F. A. Hayek, «solo laddove sia possibile sperimentare un gran numero di modi diversi di fare le cose si otterrà una varietà di esperienze, di conoscenze e di capacità individuali tali da consentire, attraverso la selezione ininterrotta delle più efficaci fra queste, un miglioramento costante», la sperimentazione di tanti modelli sociali, politici ed economici, qualunque essi siano, l’importante che vengano scelti volontariamente e che non aggrediscano corpo e proprietà altrui. Una società privatizzata ma soprattutto liberalizzata che da forza alle capacità individuali, diffondendo sovranità e consapevolezza delle proprie scelte, non-violenta e che lascia sperimentare e far applicare tutti i modelli sociali alternativi, antiautoritari e democratici che l’attuale monopolio statale non fa fiorire e distrugge. Alla “sinistra” attuale la libertà fa paura, ma per chi è di sinistra (se per sinistra intendiamo i principi della giustizia e della libertà) il libertarismo antistatalista diviene il modello ideale in cui confrontarsi applicando e rispettando un principio di tolleranza. A conferma di ciò basti pensare che certe formulazione teoriche della New Left come le teorie volontariste, neomutualiste (Kevin Carson) e per l’autogestione hanno conforto e presupposti proprio nell’economia austriaca, che è alla base del modello anarcocapitalista e libertarian. Insomma, il libertarismo come sinistra estrema liberale? Superare certe paure dovute a termini ed etichette è il presupposto iniziale, anche perché molto va modificato e rivisto dell’attuale libertarismo. La parola cane non morde, questo attuale autoritarismo statalista, sì.

 

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