Beato chi ci guadagna

Left Avvenimenti Settimanale dell’Altraitalia
Rocco Vazzana

Tra un po’ Wojtyla verrà fatto santo ma ancora non si sa chi ha tirato fuori i soldi per organizzare la sua beatificazione. Per un mese intero, il Comune di Roma e il Vaticano si sono beccati a vicenda su chi avrebbe pagato cosa. Secondo quanto dichiarato dal primo cittadino capitolino Gianni Alemanno, le giornate dedicate a Giovanni Paolo II avranno un costo di circa 3,5 milioni di euro solo per coprire le spese "ordinarie": pulizia delle strade, trasporti, straordinari per vigili urbani e rimborsi per i volontari di Protezione civile. Spese che qualcuno dovrà coprire. Dal canto suo, la Santa sede ha staccato un assegno da 450mila euro, usciti direttamente dalle casse dell’Opera romana pellegrinaggi (Opr), la multinazionale vaticana del turismo religioso, che ha organizzato la tre giorni dedicata al pontefice viaggiatore. Sottraendo la cifra generosamente offerta dal tour operator della Chiesa dal conto presentato da Alemanno, restano ancora fuori più di 3 milioni di euro. E si tratta di cifre al ribasso, calcolate in base a una previsione di 300mila pellegrini. Ma se arrivassero un milione e mezzo di persone, come ipotizzano alcuni, i costi lieviterebbero. Chi pagherà? Il resto «lo copriranno gli sponsor», fanno sapere le autorità ecclesiastiche.

Tra i privati che sosterranno la beatificazione compaiono i nomi dei tre più importanti istituti di credito italiani – Intesa San Paolo, Unicredit e Monte dei Paschi di Siena – che per l’occasione hanno messo a disposizione dei propri clienti un apposito conto corrente su cui sarà possibile effettuare donazioni di "sostegno". Ma è scesa in campo anche l’Eni che,«oltre a essere uno dei principali sostenitori dell’evento, fornirà anche le pettorine e i cappellini per i volontari addetti all’assistenza dei numerosi fedeli», scrive la Diocesi di Roma. Beate donazioni arriveranno anche da parte di Iper, la grande catena di supermercati che ha offerto100mila kit di rifocillamento per i pellegrini. Per suggellare il momento storico non potevano mancare l’Istituto poligrafico e la Zecca dello Stato, che contribuiscono alla due giorni di festeggiamenti coniando la medaglia ufficiale dell’evento. Sostegno anche da altre importanti aziende: Acea, Assicurazioni Generali, Ansaldo Sts, Enel, Vodafone, Bnl Gruppo Paribas, Caltagirone spa, Terna, Poste italiane, solo per citarne alcune. Partecipano persino due tra le più importanti aziende del gruppo Finmeccanica (Agusta Westand e Alenia Aeronautica) specializzate nella produzione di elicotteri e aerei da guerra. Ma nonostante quasi tutte le più grandi imprese italiane abbiano dichiarato di partecipare alle spese, il sospetto è che a pagare saranno comunque i contribuenti. Non è ancora chiaro in che modo, visto che per mantenere un clima di austerità la beatificazione di Wojtyla non verrà considerata un Grande Evento. Sono finiti i bei tempi di Bertolaso, quando anche le sagre della salsiccia venivano catalogate come grandi eventi e ogni viaggio pastorale del papa veniva finanziato con denaro pubblico. «Vista la situazione economica non abbiamo voluto gravare sull’erario», ha detto monsignor Liberio Andreatta, vicepresidente dell’Orp. Un’affermazione che però non convince tutti. Secondo la senatrice radicale Donatella Poretti, che sulla questione ha presentato un’interrogazione par lamentare, le cose potrebbero non andare esattamente così. «I dubbi – spiega la senatrice – nascono dalla lettera d’auguri di Pasqua che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha inviato al segretario di Stato vaticano, Tarciso Bertone». In quella missiva, secondo Donatella Poretti, «Berlusconi rassicura il cardinale su come il governo italiano sia "impegnato con le sue strutture per garantire la tranquilla e serena partecipazione alla cerimonia religiosa della moltitudine di pellegrini che interverranno"». Ma di quali strutture parla il premier? E come verranno finanziate? «Se ora Berlusconi spiegasse anche al Parlamento – prosegue l’esponente Radicale – come sia possibile pagare la cerimonia non avendola inserita tra i Grandi Eventi, e con quali soldi, forse inizieremmo a credere ai miracoli anche noi». Si sa, quando il presidente del Consiglio sente parlare di "papi" non bada a spese.

Ma oltre a rappresentare un costo, i pellegrini sono soprattutto una risorsa economica per chi organizza l’evento. E il business dell’Opera romana pellegrinaggi, da 78 anni, è proprio questo: prendersi cura dei credenti che si mettono in viaggio verso i luoghi della fede. Guidata dal presidente don Agostino Vallini, e dal vicepresidente, padre Liberio Andreatta, l’Orp è una vera e propria multinazionale del turismo religioso, con un volume d’affari che si aggira attorno ai 4 miliardi di euro l’anno, secondo un’indagine condotta qualche anno fa da Trademark (i bilanci ufficiali non sono pubblici, l’impresa è registrata a Città del Vaticano). Oltre a organizzare i viaggi, l’Opera romana possiede un’infinità di alberghi e case accoglienza sparse in tutto il mondo. E in Italia gode delle agevolazioni fiscali riservate alle proprietà vaticane: niente Ici, mentre l’Ires (Imposta sul reddito delle società) è al 50 per cento. L’Orp dispone anche di una compagnia aerea, la Mistral Air (azionista di maggioranza è Poste italiane) che porta i pellegrini in giro per i luoghi di culto a prezzi stracciati. Fondata nel 1981 dall’attore Bud Spencer (quello dei western comici tutti pugni e rutti) e operativa dal 1984, la Mistral copre le rotte più remunerative: Lourdes, Fatima, Santiago de Compostela, Terra Santa e Czestochowa. Ma l’agenzia turistica vaticana non ha solo la testa tra le nuvole, sa anche tenere i piedi ben piantati per terra. Anzi, le gomme sull’asfalto. Il tour operator della Santa Sede gestisce infatti anche i pullman turistici di "Roma Cristiana", i grandi autobus panoramici che portano i fedeli a spasso per la Capitale: Vaticano, Colosseo, Fori imperiali e basiliche. «Con il pellegrinaggio si aprono nuove strade al mondo interiore della preghiera – si legge sul sito dell’Orp -, al dialogo con il prossimo, alla solidarietà, alla carità e alla pace trai popoli del mondo». Ma con il solo spirito non si campa. Meglio preparare un bel pacchetto per chi verrà a Roma a celebrare la beatificazione di Giovanni Paolo II. Ce n’è per tutti i gusti e le esigenze, con offerte speciali per chi arriva dalla Polonia o dalla Spagna. Partendo da Varsavia il 29 aprile, con ritorno previsto il 2 maggio, il volo costerà solo 380 euro. Stesso prezzo per chi viene da Madrid. Ma se il pellegrino volesse acquistare tutto il pacchetto, che comprende alloggio in camera doppia dentro le mura della città, lo special JPII Pass e trasferimenti da e per l’aeroporto di Fiumicino, il costo sarà di 600 euro per i polacchi e di 595 euro per gli spagnoli. Ci sono grandi offerte anche per chi arriva via nave, treno o auto. E non è prevista solo la sistemazione in albergo. Per chi volesse risparmiare ci sono anche i campeggi. Lo special JPII (che sta per Joannes Paulus II) pass, invece, è una novità inventata ad hoc per l’evento. Acquistato singolarmente costa 18 euro e comprende trasporto pubblico urbano, kit informativo per gli eventi legati alla beatificazione, assistenza sanitaria e una non meglio definita «assistenza per le celebrazioni». Che, sottolinea il tour operator, «non garantisce l’ingresso in Piazza San Pietro per la celebrazione della S. Messa di beatificazione». Manca solo la consegna delle chiavi del Paradiso e sarebbero davvero 18 euro ben spesi.

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