Omofobia, bocciato il testo Carfagna furiosa: voterò sì

Il Messaggero
Nino Bertoloni Meli

Sull’omofobia tutto da rifare. Per una legge che punisca chi aggredisce o maltratta altri sulla base di discriminazioni sessuali, bisognerà aspettare ancora. «Sono 959 giorni che il Parlamento sta riflettendo e che la legge giace nei cassetti della Camera, è il momento di decidere», aveva scritto Paola Concia, la relatrice del Pd, a tutti i colleghi parlamentari. E invece il colpo di scena. In commissione, a sorpresa, un vasto fronte composto da Pdl, Lega, Responsabili e Udc ha votato contro il provvedimento: è finita 26 a 17, provvedimento affossato. Maggioranza militarizzata e blindata, visto che il centrodestra rifiuta persino di sostituire un berlusconiano della commissione assente con Alessandra Mussolini ché pure è del Pdl, «è chiaro il perché non hanno voluto, sanno benissimo che avrei votato a favore del provvedimento», svela la stessa Mussolini. Se ne parlerà lunedì prossimo, visto che Dario Franceschini capogruppo del Pd ha annunciato a mo’ di sfida che per quel giorno il suo gruppo porterà in aula il testo originario a firma Antonello Soro.

La maggioranza allargata all’Udc ha vinto la prima battaglia, ma rischia di lasciare sul campo numerosi feriti. Esplode l’ira del ministro Mara Carfagna, che su quel testo e su quel provvedimento contro l’omofobia ci aveva messo la faccia. Dopo un lungo colloquio in Transatlantico con Paola Concia, il ministro delle Pari opportunità rompe ogni indugio e si smarca: «Il Pdl ha perso un’occasione, io voterò a favore del testo del Pd». Carfagna ne spiega le ragioni: «Quel testo non prevedeva il reato di omofobia, ma introduceva aggravanti peri reati commessi a scopo discriminatorio, una norma di stampo europeo». Che sono proprio le argomentazioni contestate dalla maggioranza, come hanno cercato di spiegare Carlo Giovanardi del Pdl e Carolina Lussana della Lega. Per il primo, «bene ha fatto la commissione a bocciare il testo, visto che contrasta con il principio di eguaglianza della Costituzione e con i fondamenti del diritto penale, dal momento che mira a introdurre esclusivamente per omosessuali e transessuali un’aggravante rispetto a delitti che possono riguardare uomini e donne eterosessuali».

Quanto alla leghista, vorrebbe l’introduzione di una sorta di reato per tifo avverso: «Perché aggravanti solo per omofobia e non anche nei confronti di chi usa violenza verso chi la pensa calcisticamente in modo diverso?». Argomentazioni che stridono con le parole pronunciate il giorno prima dal capo dello Stato in occasione proprio della giornata mondiale contro l’omofobia, «non bisogna sottovalutare i rischi che l’abitudine all’uso nel discorso pubblico di allusioni irriverenti, lesive della dignità delle persone, contribuiscano a nutrire il terreno dell’omofobia».

«A causa del centrodestra ci faremo ridere dietro da tutta Europa», il commento di Paola Concia, che ha voluto dare atto pubblicamente al ministro Carfagna di linearità e coerenza: «Brava Mara. Nel Pdl tutti obbediscono agli ordini, lei non lo fa». «Giovanardi taccia, visto che ogni volta che parla di diritti, di gay o di Ikea fa ridere il pianeta intero», l’opinione dell’associazione radicali Certi diritti. «Ogni volta che si discute di diritti il governo ci avvicina alle dittature africane e ci allontana dall’Europa», la rasoiata della segreteria del Pd. E poi commenti e critiche e attacchi durissimi da Nicki Vendola, dalle associazioni gay, dalla finiana Flavia Perina, da Vladimir Luxuria ex di Rifondazione e da tanti altri.

Le divisioni alla Camera sono state trasversali. Se il ministro Carfagna non condivide l’operato della sua maggioranza, l’opposizione sconta il distinguo dell’Udc che a sua volta ha registrato in commissione una differenziazione: mentre Roberto Rao e Luisa Santolini hanno votato contro seguendo le indicazioni decise dal partito, Lorenzo Ria a titolo personale si è astenuto. «Quel testo faceva acqua da tutte le parti», ha spiegato poi Santolini, «noi non siamo pregiudizialmente contrari ma non potevamo votarlo così, alcuni aspetti sono stati affrontati, ma è anche vero che non sono stati risolti».

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