Cosa votano i Radicali sui Referendum

post itIl 12 e 13 giugno i cittadini italiani sono chiamati ad esprimere la propria volontà rispetto a 4 referendum nazionali . Il primo quesito riguarda l’abrogazione della legge sul cosiddetto “legittimo impedimento”, il secondo tratta il ritorno del ricorso all‘energia nucleare e infine vi sono i due quesiti cosiddetti sull’acqua, che in realtà riguardano uno la gestione  di servizi pubblici  locali, l’altro la tariffa del servizio idrico.

Volete sapere cosa voteranno i Radicali? Occorre una piccola premessa: tanto per cominciare di sicuro i Radicali voteranno! Riteniamo infatti fondamentale che questa consultazione popolare, dopo 16 anni di mancati quorum, riesca a realizzare un’affluenza tale da rendere valido il risultato del voto. Ci siamo peraltro battuti in queste settimane per contrastare la dolosa campagna di disinformazione e incertezza attuata dal governo.

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Vi presentiamo dunque i 4 quesiti referendari, perchè possano trovare più diffusione possibile e indichiamo, di seguito ad ognuno come e perchè i Radicali voteranno.

 Legittimo impedimento

Volete voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonchè l’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante “disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?


La legge n.51 del 7 aprile 2010, recante “disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza“, prevede che il Presidente del Consiglio dei Ministri e i suoi Ministri possano considerarsi giustificatamente assenti nelle udienze dei procedimenti penali nei quali sono imputati, qualora siano impegnati nell’esercizio di attività “preparatorie e consequenziali nonché ogni attività co-essenziale” alle funzioni di Governo. Innanzitutto i commi tre e quattro dell’articolo 1 sono stati dichiarati illegittimi dalla sentenza della Corte costituzionale numero 23 del 13 gennaio 2011, inoltre essa ha già cancellato la parte più odiosa ovvero la disciplina della sospensione del processo per le alte cariche dello stato. Noi crediamo che non sia possibile creare prerogative che rendano il Presidente del Consiglio e i ministri differenti dagli altri cittadini. Il SI che voteremo intende essere un segnale politico: la giustizia che da sempre ci interessa non è fatta di processi o leggi ad personam, ma piuttosto pretende una riforma organica in grado di superare l’attuale sistema ormai in bancarotta. Leggi la motivazione completa redatta dall’avv. Rossodivita »


Nucleare

Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare?

Il decreto legge n. 112 del 25 giugno 2008, convertito nella legge n.133 il 6 agosto 2008, prevede la realizzazione di nuove centrali nucleari sul territorio italiano. Noi radicali riteniamo che il nucleare in Italia non sia solo inutile, dannoso e pericoloso, ma anche antieconomico. Quale può essere il senso economico di un investimento di 30 miliardi di euro pubblici oggi, per ottenere tra vent’anni il 4% di consumo finale di energia? Per questa ragione vogliamo che la legge che reintroduce il ricorso alla produzione di energia nucleare nel nostro paese venga abrogata, dunque voteremo SI. Tutte le ragioni del nostro rifiuto al nucleare possono leggersi Qui » 


I due quesiti cosiddetti sull’Acqua

Quesito 1 sulla gestione dei servizi pubblici locali – Volete voi che sia abrogato l’art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall’art.30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” e dall’art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea” convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?

Quesito 2 sulla tariffa del servizio idrico – Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”?

Indicazione di Radicalli Italiani: partecipare al voto!

Riteniamo prioritaria la partecipazione al voto perché occasione per l’avvio di un dibattito veramente riformatore. Tuttavia non esprimiamo una univoca indicazione di voto. Durante l’ultimo Comitato nazionale abbiamo concluso che, tanto le norme sottoposte a referendum che gli esiti di una loro abrogazione, non rispondono all’urgenza di trasformare l’affidamento dei servizi pubblici da luogo di spartizione partitocratica, inefficiente e consociativa, in una gestione liberale orientata alla tutela del consumatore. E tantomeno rispondono all’esigenza di arrivare ad uno sfruttamento sostenibile di un bene comune, essenziale ed esauribile come l’acqua. Prevedendo che l’informazione fornita dal servizio pubblico sarebbe stata insufficiente e lacunosa ci siamo assunti la responsabilità di supplire alla mancata informazione a tal fine istituendo in tutta Italia comitati referendari promotori tanto del si, quanto del no: speriamo di sfruttare il più possibile gli spazi a noi concessi per informare e diffondere la necessità di partecipare al voto, indifferentemente dal proprio orientamento. Raggiungere il quorum durante il prossimo referendum contribuirà a non far sparire dall’agenda politica questioni così importanti.

Coloro che sperano nel non raggiungimento del quorum, mirano ad invalidare la consultazione popolare. A tal fine è stata operata finora una sistematica strategia fatta di disinformazione, incertezza e noncuranza. Sabotare i referendum è un furto di democrazia.

 

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