Carceri: Pannella al 2° giorno di sciopero della sete, mobilitazione in tutta Italia per un’Amnistia per la Repubblica. Ma chi lo sa?

Senza informazione impossibile conoscenza e dibattito democratico sulla crisi della giustizia e l’emergenza nelle carceri, come su altri grandi temi. 

Aggiornamento 21 Giugno: Se la Rai non va da Pannella, Pannella va alla Rai! Blitz Radicale in via Teulada, poi a Regina Coeli e al Ministero della Giustizia

Continua a crescere la mobilitazione a sostegno dell’iniziativa nonviolenta di Marco Pannella, in sciopero della fame dal 20 aprile scorso e, dalla mezzanotte di domenica, anche in sciopero della sete affinché l’Italia possa tornare a essere considerata una democrazia secondo gli standard internazionali.

Sono ormai 15 mila coloro che in tutta Italia hanno aderito allo sciopero della fame per chiedere un’ “amnistia per la Repubblica”, indispensabile per riportare le carceri italiane a livelli minimi di legalità e ripristinare il funzionamento di una giustizia lenta, di classe, che tiene in ostaggio un terzo, ormai, della popolazione italiana. Con il leader Radicale digiunano detenuti di quasi tutti gli istituti di pena del Paese insieme ai loro familiari, e poi agenti di polizia penitenziaria, psicologi, avvocati dell’Unione Camere Penali, volontari, personale amministrativo e garanti dei diritti dei detenuti, oltre a personalità tra cui, da oltre due settimane, la deputata radicale Rita Bernardini e la segretaria dell’associazione radicale Il Detenuto Ignoto Irene Testa

Iniziative per l’amnistia si sono svolte, sono in corso o in programma grazie alla mobilitazione dei militanti radicali in moltissime città d’Italia, tra cui Cagliari, Bologna, Biella, Napoli, Bolzano, Sollicciano, Padova, Potenza, Roma, Siracusa, Catania, Milano, Palermo e Salerno.

Sono più di 67 mila i detenuti attualmente presenti nelle carceri italiane rispetto a una capienza massima di 43 mila; negli ultimi dieci anni ne sono morti 1.800, di cui 650 per suicidio, e nello stesso periodo si sono tolti la vita anche 87 agenti di polizia penitenziaria. Lo scandalo delle nostre carceri, sempre più simili a discariche sociali dove si annidano nuclei consistenti di nuova Shoah, fa dello Stato italiano un delinquente professionale rispetto alla nostra Costituzione, al diritto europeo, internazionale, a tutte le dichiarazioni, convenzioni, trattati a tutela dei diritti fondamentali dell’Uomo.

Alla base dell’iniziativa nonviolenta, oltre alla necessità e urgenza di affrontare la crisi della giustizia e l’emergenza del sovraffollamento carcerario, l’impossibilità per il popolo italiano di conoscere questioni centrali del nostro Paese. Il silenzio dell’informazione e l’assenza di ogni confronto democratico sulla tragedia delle nostre carceri si ripetono in ogni altra questione che interroghi la coscienza dei cittadini e richieda importanti decisioni politiche e legislative.

 

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Marco Pannella

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