Appello a sostegno dell’iniziativa nonviolenta di Marco Pannella: quasi 100 parlamentari tra i primi firmatari oltre a personalità e operatori della giustizia

Sono già moltissime le adesioni all’appello lanciato questa mattina a sostegno dell’iniziativa nonviolenta di Marco Pannella, in sciopero dalla fame dal 20 aprile scorso giunto 23 Giugno oggi al 4° giorno di sciopero della sete.

L’appello richiama l’attenzione sulla necessità e l’urgenza di affrontare la crisi della giustizia e l’emergenza carceraria nonché sulla necessità di porre fine al silenzio dell’informazione che impedisce un dibattito democratico su questi, come su altri, grandi temi.

Nuove adesioni all’appello da parte di Giuliano Pisapia, Marco Bellocchio, Dario Fo, Franco Battiato.

Tra le decine e decine di adesioni pervenute in poche ore:

Giuliano Amato, Adriano Sofri, Don Antonio Mazzi, Riccardo Pacifici;

di deputati e senatori di tutti i gruppi tra cui Rosy Bindi, Giuliano Cazzola, Benedetto Della Vedova, Lamberto Dini, Ignazio Marino, Antonio Martino, Arturo Parisi, Gaetano Pecorella, Savino Pezzotta, Adriana Poli Bortone;

di giuristi come Giuseppe Di Federico, Luigi Ferrajoli, Fulco Lanchester, Mario Morcellini, Direttore Dipartimento Comunicazione dell’Università La Sapienza, Mario Patrono, Valerio Spigarelli, Presidente dell’Unione Camere Penali;

e rappresentati del mondo penitenziario, tra cui Enrico Sbriglia, del sindacato direttori e dirigenti penitenziari e Francesco Ceraudo, direttore del centro regionale per la salute in carcere della Toscana.

 

Di seguito il testo integrale dell’appello:

 

Marco Pannella è dovuto arrivare, dopo due mesi di sciopero della fame, al digiuno totale della fame e della sete, per richiamare l’attenzione delle istituzioni su due questioni: la necessità e l’urgenza di una amnistia quale primo passo per affrontare la crisi della giustizia e l’emergenza del sovraffollamento delle carceri; il silenzio dell’informazione e l’assenza di ogni confronto democratico su questa come su ogni altra questione che interroghi la coscienza dei cittadini e richieda importanti decisioni politiche e gravi scelte legislative. 

Le proposte di Marco Pannella si possono condividere e non condividere, si può ritenere sproporzionato mettere a rischio la propria vita su tali questioni ma non si può negare che esse corrispondano ad urgenze obiettive della Repubblica e dell’intera società. La crisi della giustizia e la situazione inumana delle carceri pongono in grave pericolo l’esistenza stessa dello Stato di diritto, come ci ammonisce da tempo il Consiglio d’Europa e con le sue sentenze la Corte europea dei diritti dell’uomo. La disinformazione e l’assenza di confronto e dibattito paritario non riguardano soltanto le prerogative negate di questa o quella forza politica, e in questo caso del Partito Radicale, ma colpiscono alla radice uno dei fondamenti stessi del corretto funzionamento di ogni democrazia. E’ urgente dunque interrompere questa inerzia e questa censura, questa cortina di indifferenza e di silenzio.

È urgente che le massime istituzioni della Repubblica facciano sentire la propria voce, che il Governo e il Parlamento aprano un dibattito, per accogliere o respingere le proposte di Pannella o per trovare altre soluzioni che siano tuttavia in grado di risolvere i problemi e non di rinviarli e aggravarli. E’ urgente che la stampa e in particolare il servizio pubblico radio televisivo interrompano un comportamento fortemente lesivo dei diritti dei cittadini e consentano finalmente di conoscere e giudicare questa proposta, così come il confronto sulle altre grandi questioni centrali del nostro tempo.

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Marco Pannella

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