Province, rissa Di Pietro-Bersani

Secolo d’Italia
A.M.

Era scontato che la maggioranza votasse contro, ma l’astensione, decisiva, del Pd, sulla proposta di legge dell’Italia dei Valori che prevede l’abolizione delle Province, ha fatto letteralmente infuriare Antonio Di Pietro, innescando un ennesimo scontro con Bersani. L’aula della Camera ieri ha respinto il testo con 275 sì, 179 no e 193 astensioni. Contro l’affossamento del testo si sono espressi il terzo Polo e l’Idv oltre ai radicali, astenuto il Pd, a favore della bocciatura la maggioranza.

Il capogruppo del Pd, in aula, aveva spiegato che il partito riteneva giusto tenere aperta la possibilità di una riforma delle province «dando disponibilità ad affrontare proposte per la rimodulazione delle province che non vadano solo a cancellare le province dalla Costituzione». «Parlare di sopprimere le Province e basta significa non affrontare il tema più grande della necessità di una rivisitazione istituzionale delle Province stesse. Qui si propone solo la soppressione ma non si dice nulla sul dopo, mentre noi vogliamo sul tema un confronto parlamentare che sia produttivo», aveva detto Franceschini, con una posizione molto simile a quella della maggioranza. Di Pietro, però, se l’è presa prima con la maggioranza trasversale “della casta”, poi è andato dritto contro il Pd: «È stato patetico che anche nella coalizione di centrosinistra si sia chiesto un rinvio dopo che da 51 anni si rinvia. La verità è che c’è un’enorme differenza tra le chiacchiere elettorali e i fatti». Immediata è arrivata la replica di Bersani: «Noi abbiamo le nostre proposte non ci facciano tirate demagogiche. La nostra proposta è di ridurre e accorpare le Province perché bisogna anche dire come si fa perché alcune cose nelle Province sono inutili e altre utili come ad esempio il fatto che si occupino dei permessi per l’urbanistica».

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