A Palazzo Marino sbarcano le quote trans

Libero Quotidiano – Ed. Milano
Alberto Mirante

La battaglia è di principio e sostanza. Almodóvar potrebbe pure trovarci lo spunto per una pellicola sociale delle sue.

Sull’annosissima (e pure un po’ noiosa) questione delle quote rosa, il Consiglio comunale nella seduta di ieri ha trovato la classica convergenza bi-partisan. L’ordine del giorno presentato dall’ex sindaco letizia Moratti prevedeva infatti una quota rosa del 50% nei consigli di amministrazione di enti e società partecipate, e la metà dei posti riservati alla società civile. Sul tema il capogruppo Pd Carmela Rozza ha fatto pollice su, e così l’odg è passato con 33 voti a favore. Astenuti il grillino Calise e il presidente Basilio Rizzo. Unico voto contrario quello del radicale Marco Cappato. Che ha così motivato: «E in che quota finirebbero i transessuali?». Domanda spiazzante, caduta nel silenzio puritano dell’aula. "Ma che dice Cappato? I trans all’Atm?", avrà pensato qualche consigliere scuotendo la testa. "I soliti radicali esibizionisti", avrà pensato qualcun altro. In verità pure il riccioluto Mattia Calise, con le sue cinque stelle sul petto, aveva perorato la causa trans. Ma per votare no alle donne a favore di Luxuria ci vuole qualche sciopero della fame sullo stomaco.

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