Intervista a Staderini: l’otto per mille va dimezzato, lo dice la legge. Palazzo Chigi tiene segreti i documenti

Segretario Staderini, nessun porporato si è dichiarato d`accordo con la proposta radicale dl rinunciare ai privilegi economici che l`Italia concede al Vaticano. Neanche un prete, una suora.

Se anche ci fosse non gli darebbero la parola. In tv parla solo chi è autorizzato dal Vaticano.

C`è una circolare dei Consiglio episcopale italiano che obbliga a un nulla osta chi deve essere intervistato.

Evidentemente i privilegi del Vaticano non sono un tabù solo per i politici italiani, ma anche per gli stessi religiosi.

 

I radicali propongono dl abolire I privilegi fiscali alla Chiesa. Per Formigoni volete «colpire chi ha

bisogno», per Buttiglione «togliere iI pane agli affamati», per l`Avvenire lanciate «fango».

È il classico tentativo di confondere le acque, con la complicità del resto della politica che piuttostomette la testa sotto sabbia. L`origine storica di questi privilegi è che sono enti di beneficenza, ma con le vicende di Propaganda Fide si è saputo che piuttosto sfrattano i poveri per dare le case ai potenti.

Ma ho molta fiducia. I miracoli laici succedono.

Del resto la crisi internazionale ha portato alla ribalta altre nostre proposte vecchie di vent`anni, dal taglio della spesa pubblica, alle liberalizzazioni alla concorrenza come strumento di crescita.

 

Lei sostiene che eliminando l`8 per mille e le esenzioni fiscali alle casse dello stato resterebbero

un sacco di soldi.

Considerate le esenzioni Ici e Ires sulle attività anche commerciali degli enti ecclesiastici si arriva  almeno a due miliardi di euro. A cui andrebbero aggiunti 500 milioni perla parte dell`8 per mille rubata agli italiani con un meccanismo truffaldino,

fra l`altro inventato a suo tempo da Giulio Tremonti: se non firmi sulla dichiarazione dei redditi a chi vuoi devolvere, i tuoi soldi vanno comunque alla Cei.

 

Vanno anche alla Cei: vengono ridistributl fra tutti i soggetti.

Allora diciamo che vanno alla Cei per il 90 per cento, perché la Chiesa Cattolica è la più gettonata, e lo è perché è l`unica che può spendere milioni di euro di pubblicità ingannevole. Lo stato, da sempre, evita di fare campagna per sé.

Noi radicali siamo per l`abolizione dell`8 per mille per le Chiese e i partiti, che si dovrebbero autofinanziare.

Ma almeno dimezziamolo: lo prevede la legge.

 

Si spieghi.

L`articolo 49 della legge istitutiva dell`8 per mille prevede che ogni tre anni si valuti l`andamento del gettito, per evitare eccessi in-un senso o nell`altro.

Nel caso modificare l`aliquota. Negli ultimi anni gli incassi della Cei sono quintuplicati: dai 210 milioni, in euro, del 1990 al miliardo di oggi. E invece gli stipendi dei preti, a cui principalmente dovrebbe servire questi soldi, sono solo raddoppiati.

 

E lei sospetta che questi soldi In più non vadano solo in carità e pane per affamati.

Questo enorme surplus di denaro più spesso serve a controllare il territorio costruendo nuove chiese, nel paese che per ovvi motivi ne ha già la percentuale più alta in rapporto al territorio. E per finanziare le attività politico-culturali della Cei, e le associazioni antiabortiste e simili.

 

La legge non viene applicata?

Dovrebbe occuparsene un`apposita commissione della presidenza del consiglio. Noi radicali abbiamo

provato ad accedere ai suoi atti. Ma ci hanno opposto il segreto di stato.

 

II segreto di stato?

In pratica sì. Il giudice, a cui ci siamo rivolti, ci ha spiegato sono atti sottratti alla pubblica lettura perché nella commissione ci sono rappresentanti di uno stato estero.

Chiedo che la presidenza del consiglio renda pubbliche queste relazioni secretate.

Non ci vorranno far pensare che c`è qualcosa da nascondere? E anche il censimento delle proprietà immobiliari del Vaticano: lo chiediamo da trent`anni. Ma non salta fuori.

 

II cardinal Bagnasco attacca gli evasori e parla del «dovere di pagare le tasse».

Ottimo, inizino a dare il buon esempio, rinunciando ai privilegi fiscali. Nella manovra finanziaria si taglia tutto, anche il sociale. Ma da quella parte no: tagliano il primo maggio, ma le feste religiose restano.

 

Sono protette dal concordato.

Appunto. Il prossimo passo è quello: abolire il concordato e il Trattato. La crisi è profonda, è un momento in cui tutto è possibile`. Abolire i privilegi iniqui è il minimo. Aiuterebbe anche la Chiesa a liberarsi dal giogo del potere e del denaro.

 

Dal Pd, Il gruppo parlamentare In cui i radicali sono eletti, non vi hanno risposto niente?

Ma questo non sorprende: il cemento che serve a costruire le nuove chiese lo vendono anche le cooperative.

E comunque, se è per questo neanche Vendola e Di Pietro hanno detto nulla.

  

Intervista di Dantela Preziosi su Il Manifeso del 20 Agosto.

Il movimento su Facebook per chiedere il taglio dei privilegi del Vaticano »

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Mario Staderini

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