Pannella riprende lo sciopero della sete in vista della seduta straordinaria del Senato su giustizia e carceri

Marco Pannella sorridente«Annuncio che passo da questa notte anche alla forma di sciopero della sete. Ma non preoccupatevi di Pannella! Preoccupatevi di farla finita con quello che siete. Detentori di centinaia di migliaia di persone sofferenti, di famiglie, peggio che le Brigate rosse!».

Pannella torna a mettere in causa la propria vita per impedire il proseguire di quella che chiama “flagranza di reato”, l’assenza totale di senso del diritto e della democrazia che ha portato l’Italia ad essere condannata in sede europea per la situazione delle carceri e per i tempi lunghissimi della giustizia che di fatto negano la salvaguardia dei diritti dei cittadini.

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Domani il Senato è convocato in seduta straordinaria su iniziativa radicale per “Comunicazioni del Ministro della giustizia sul sistema carcerario e sui problemi della giustizia”. Per Pannella però questa autoconvocazione “Sta diventando un triste auto-sfascio”.

«Di fronte ad una situazione non negata da nessuno (il problema semplice, chiaro di interrompere la flagranza di un delitto che si sta consumando, quello della giustizia, quello delle carceri) la risposta è questa. Questa auto-convocazione del Senato non è stata neppure comunicata, ufficialmente, secondo quanto prevede l’articolo 62 della Costituzione, alla Camera. In nome dei deputati e dei senatori, dei nominati, è in nome anche loro che parlo, in nome dei garanti dei diritti del popolo. Questa flagranza in corso, opera congiunta di politici, stampa e giustizia».

Secondo l’articolo 62 della Costituzione, infatti, «quando si riunisce in via straordinaria una Camera, è convocata di diritto anche l’altra». Ma soltanto il Senato si riunisce mercoledì, non la Camera dei deputati.

Inoltre, un problema riguarda anche l’oggetto della convocazione del Senato di domani. Mentre la richiesta firmata dai 146 senatori chiedeva che il Parlamento discutesse sulla situazione delle carceri e della giustizia, l’ordine del giorno prevede unicamente le comunicazioni del ministro competente.

Come ha dichiarato Emma Bonino ai microfoni di Radio Radicale, «il ministro non può limitarsi a venire a raccontarci la situazione delle carceri, che visitando frequentemente le carceri da anni conosciamo bene, ma il ministro è tenuto ad onorare il dibattito tenendo conto che quello che noi proponiamo a partire dalla carceri non è tanto e solo una misura clemenza, ma l’avvio di un governo della situazione drammatica della malagiustizia nel nostro paese, un filo da tirare indispensabile per dipanare la matassa di questo coacerbo di illegalità che ormai viene perpetrato, come ci dicono le sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo e il Consiglio d’Europa, ai danni di milioni di cittadini italiani. Il ministro quindi deve sapere che questa convocazione straordinaria arriva per affrontare l’intera questione della malagiustizia che ha questa evidenza più chiara nella situazione delle carceri».

Emma Bonino ha anche risposto alle obiezioni possibili rispetto all’impatto di una possibile aministia rispetto ai processi in cui è coinvolto il presidente del Consiglio:

«Se in questa situazione di avvio delle riforme della giustizia entrano anche i processi pendenti di Berlusconi è chiaro che non si fa un’eccezione per lui. E’ un groviglio che va dipanato e se entrano anche le vicende giudiziarie, dato che Berlusconi ormai è già politicamente giudicato e ha un’eta per cui non finirebbe più in carcere, per il nostro ordinamento. Se questo è il prezzo per ottenere l’amnistia ci assumiamo la responsabilità politica di dire che è un prezzo che siamo disposti a pagare».

Dalle ore 16 del 21 settembre, in concomitanza con la seduta straordinaria del Senato è previsto un sit-in per l’amnistia che si trasformerà poi in una veglia notturna davanti a Palazzo Madama (Piazza Navona) per scongiurare che la seduta si concluda mercoledì stesso con il consueto nulla di fatto.

Sono previsti molti interventi tra i quali quelli di Ilaria Cucchi, Don Antonio Mazzi, Patrizio Gonnella (Presidente dell’Associazione Antigone), Elisabetta Laganà (Presidente Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia), Luigi Manconi, Don Andrea Gallo.

Previsto anche un concerto, uno spettacolo teatrale e la proiezioni di alcuni documentari, tra cui una breve anteprima dell’inchiesta sulle carceri realizzata per RadioRadicale.it da Simone Sapienza, Valentina Ascione e Pasquale Anselmi.

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“Siete peggio delle Brigate Rosse!”

Pannella in sciopero della sete per carceri e giustizia

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