Il caso Pannella

Il Fatto Quotidiano
Furio Colombo

Caro Colombo, la gazzarra sollevata da Bindi e altri ex popolari del Pd contro i cinque radicali, la cui decisione autonoma di essere presenti in aula è risultata irrilevante ai fini del voto, sembra nascondere un astio insopportabile. Mettere alla berlina e far fuori politicamente i Radicali è la prima manovra per il nuovo grande Centro approvato dal Vaticano? Fabio

Offrirò subito ai lettori un dato statistico. Le email sui due argomenti (Radicali in aula, Pannella in corteo) sono molto numerose e tutte, tranne questa, ostili alla prima iniziativa e – pur distinguendosi da sputi e spintoni – poco solidali con il leader radicale per ciò che hanno visto e non hanno capito in quest’ultima fase del difficile viaggio dei Radicali con il Pd.

Cerco di dire la mia. Primo. L’ossessione di Pannella sull’esclusione totale, a suo carico, dalle notizie nei canali pubblici e privati, si dimostra fondata. Tutto è discutibile in questa vicenda, ed è probabilmente inevitabile una buona dose di dissenso. Ma niente corrisponde a ciò che i cittadini hanno saputo dai media. Esempio. Legittima e comprensibile l’irritazione dei leader Pd. Ma non è la fonte, è un commento. Invece è apparso come l’evento stesso, più o meno in tutti i telegiornali.

Secondo. Moltissimi, in buona fede, non hanno capito dai Tg e da titoli e sottotitoli dei giornali se i Radicali, presenti in aula da soli e presenti al voto di fiducia non da soli, ma con tutta l’opposizione, hanno votato per o contro Berlusconi. Hanno votato contro.

Terzo. Mi è sembrato modesto e umiliante che Rosy Bindi, parlando al centro di un gruppo di giornalisti, abbia detto che "i radicali sono stronzi". Mi pare un argomento politico che non fa onore a chi lo usa. Mi è parso altrettanto fuori posto il modo in cui Pannella, alla radio, ma anche con ripresa Tv, ha scelto di rispondere, insultando allo stesso modo la Bindi. Come ha detto Draghi, parlando delle violenze in piazza San Giovanni, peccato.

Quarto. Coloro che hanno cacciato, nel modo ormai noto, Pannella dal corteo che avrebbe dovuto essere di tolleranza e di libertà, hanno comunque dato una brutta immagine alla parte pacifica del corteo, ma certo hanno agito persuasi di avere accanto l’autore di un tradimento. E qui ritorna il problema grave delle informazioni distorte. Il vuoto di non sapere mai niente di niente, trasforma una diversa opinione in una storia di rabbia e di vendette.

Se una discussione, vera e leale si aprisse, senza finti processi, e senza l’aria di guardare i presunti reietti dall’alto in basso, forse allora si potrebbe raccomandare ai deputati radicali ciò che è stato chiesto molte volte invano ai vertici del Pd: chiare e tempestive conferenze stampa che annunciano in tempo ciò che sta per accadere, e che dicano chiaro, prima, senza colpi a sorpresa, quali sono le decisioni e su che cosa si vogliono coinvolgere i cittadini. È stato fatto moltissime volte, in passato, dai Radicali. Ma non nelle ore del voto di fiducia di cui stiamo parlando. Propongo che, in un momento pieno di incertezze e di paure, la comunicazione semplice e precisa sia molto meglio del colpo a sorpresa. Aumenta la conoscenza dei cittadini e diminuisce, almeno un po, il gioco della cattiva e omessa informazione.

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