L’“effetto professore” premia Udc e Pd

La stampa
Marco Castelnuovo

Si potrebbe definire Effetto Monti: se si votasse oggi, l’Udc raggiungerebbe il dieci per cento alla Camera e il Pd sarebbe nettamente il primo partito. Esercizio di scuola, visto che non si vota subito e che il leader del partito di maggioranza è al suo punto più basso, dopo che è uscito di scena, ma segnala un’evidente mutazione in corso.

È il risultato di un sondaggio svolto in collaborazione da «La Stampa» e «Termometro politico», un istituto che unisce alla metodologia tradizionale un sistema più dinamico per cogliere i movimenti istantanei del corpo elettorale. In questi giorni infatti è successo qualcosa: la maggior parte degli italiani si è convinta della necessità di un governo d’emergenza, al di là delle posizioni dei partiti. E punisce chi ha annunciato l’opposizione premiando, invece, chi si è fin da subito detto disponibile a un esecutivo di transizione. Crescono dunque Pd e Udc considerato il partito che più si è speso per la soluzione Monti – mentre scendono oltremodo Lega Nord e Italia dei Valori. «Si capisce immediatamente dai nostri flussi spiega Gianluca Borrelli, fondatore di "Termometro Politico" – che specialmente chi ritiene i sacrifici particolarmente necessari, tende a spostarsi da forze tendenzialmente "antagoniste" come Idv e Lega verso forze più di governo». Nel caso dell’Ido il flusso è piuttosto . forte verso il Pd, nel caso della Lega si disperde soprattutto verso il Pdl e in misura minore verso Fli e Udc. Quello che il Pd1 guadagna dalla Lega, lo perde verso Fli e Udc: la sconfitta del leader carismatico fa pagare inevitabilmente dazio al partito. Il polo di attrazione naturale è l’Udc il cui elettorato sembra identificarsi ed affidarsi totalmente a Monti. «Anche Fli continua Borrelli – avrebbe un margine potenziale piuttosto elevato di crescita qualora lo smottamento continuasse».

Ma è uno spostamento strutturale? Conclude sempre Borrelli: «Non devono sorprendere movimenti di blocchi così grossi in una sola settimana anche perché la stessa cosa accadde dopo il 14 dicembre quando un 3% secondo tutti i sondaggi passò da Fli al Pdl, all’indomani della tenuta del governo Berlusconi».

Infine risulta che non tutti coloro che hanno votato partiti percepiti come «antagonisti» si sentirebbero rappresentati da atteggiamenti estremistici in qualsiasi circostanza. Buona parte degli elettori mobili di questi partiti infatti tollera e giustifica più di altri gli atteggiamenti eccessivi di alcune frange ma in questa fase tutti avvertono un bisogno di moderazione.

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