Coop e Compagnia delle Opere, il dopo Silvio è iniziato quando c’era lui

In Lombardia, sono tanti gli ambiti in cui cooperative rosse dell’Emilia Romagna e Compagnia delle Opere lavorano insieme: dall’edilizia sanitaria del Niguarda a Palazzo Lombardia e Porta Nuova. E ancora su opere infrastrutturali in vista di Expo 2015 e lavori alla Fiera di Rho. Insomma, sono proprio lontani i tempi della divisione tra la sinistra e i ciellini. 

Sono lontani i tempi della divisione fra coop “rosse” e bianche” – è recente la costituzione dell’Alleanza Cooperativa, frutto della sinergia tra Lega Coop, Confcooperative e Associazione Generale Cooperative Italiane – soprattutto se si guarda alle relazioni sempre più intense tra cooperazione “rossa” e Compagnia delle Opere. Relazioni che hanno come teatro principale la Lombardia, a partire dal Presidente Formigoni. 

È facile pensare che sul fronte politico i referenti di questa “alleanza” siano ad esempio personaggi che hanno aderito all’intergruppo parlamentare della sussidiarietà di cui fanno parte – fra gli altri – Maurizio Lupi, Enrico Letta, e Pierluigi Bersani, profondo conoscitore del mondo cooperativo emiliano e di cui si ricorda un passaggio ad un incontro del Meeting di Rimini del 2006: «Quando nel 1989 Achille Occhetto volle cambiare il nome del Partito Comunista Italiano, per un po’ pensò di chiamare il nuovo partito Comunità e Libertà. Perché tra noi e voi le radici sono le stesse».

«In realtà – come spiega Valerio Federico, autore de “La Peste milanese (aprile 2011) (scarica pdf) e componente della Direzione di Radicali Italiani, scritto dedicato a Comunione e Liberazione e Compagnia delle Opere – non deve sorprendere che le Coop facciano affari con la CdO: la visione è comune, è cioè quella per cui la sussidiarietà “orizzontale” diviene strumento per affidare servizi a corpi intermedi amici, senza che vi sia una contrazione della spesa pubblica, come dovrebbe accadere se la sussidiarietà venisse declinata in senso liberale».

Perno attorno al quale ruota la “collaborazione virtuosa” tra pubblico e privato in Lombardia è Infrastrutture Lombarde S.p.A. Come si legge nella presentazione, si tratta di una società interamente partecipata dalla Regione, «costituita nel 2003 allo scopo di coordinare la realizzazione di nuovi progetti infrastrutturali in attuazione al “Piano straordinario per lo sviluppo delle infrastrutture lombarde 2002/2010». Direttore generale della società è Antonio Rognoni, vicino a Formigoni e nel consiglio di sorveglianza siede, oltre allo stesso presidente della Regione, anche Raffaele Cattaneo, ciellino doc, assessore regionale ad infrastrutture e mobilità.

Edilizia sanitaria, Palazzo Lombardia e Porta Nuova. L’edilizia sanitaria è stata in questi anni uno degli ambiti di intervento più significativi di “Infrastrutture Lombarde”, visto che i 5 miliardi di euro stanziati dalla Giunta regionale sono serviti per operare un riassetto delle strutture ospedaliere esistenti e per realizzarne di nuove, come gli ospedali di Bergamo, Como, Legnano, Vimercate. Il piatto più ricco è stato quello del Nuovo Niguarda, dove il direttore generale è il ciellino Pasquale Cannatelli. L’importo dei lavori e delle attività di gestione del Niguarda messi a gara da “Infrastrutture Lombarde” è di oltre 1,2 miliardi di euro e si tratta del più grande appalto in project financing mai visto in Italia nel settore della sanità. Risulta aggiudicataria la Cmb (Cooperativa Muratori e Braccianti) di Carpi, provincia di Modena. Quella stessa cooperativa che il 14 marzo 2008, in occasione delle celebrazioni milanesi del centenario della sua fondazione, Formigoni aveva definito un valido partner col quale collaborare per sostenere lo sviluppo di una regione in pieno fermento come la Lombardia.

CMB è una delle imprese del Consorzio che, nel 2006, si vede assegnare sempre da “Infrastrutture Lombarde”, i lavori per la realizzazione della nuova sede della Regione Lombardia: un affare del valore di 263,3 milioni di euro. Del raggruppamento di imprese fanno parte, oltre a Cmb, il Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna (Ccc), Impregilo, allora come adesso presieduta da Massimo Ponzellini, Pessina Costruzioni S.p.A., Cile S.p.A. e Montagna Costruzioni, socio della CdO e membro del consiglio direttivo. Palazzo Lombardia, questo il nome della nuova sede della Regione – complesso edilizio composto da edifici curvilinei di 8 piani e una torre centrale alta 161,30 metri – occupa un’area di circa 33 mila metri all’interno del programma di riqualificazione della zona Garibaldi-Repubblica.

In quest’area Varesine Srl – società partecipata da Hines, Galotti ed una serie di società nell’orbita di Ligresti (FonSai, Immobiliare Lombarda, Premafin e Prima Sgr) – developer privato dell’intervento di ricucitura urbana, ha recentemente affidato l’appalto relativo al primo lotto dell’area Porta Nuova Varesine alle due cooperative “rosse” Unieco di Reggio Emilia e Cmb di Carpi. Queste, anche lo scorso anno erano ospiti nei padiglioni espositivi del Meeting di Rimini e realizzeranno una serie di edifici, tra cui una torre di 29 piani alta 150 metri: una commessa da diverse centinaia di milioni di euro, che nell’idea dei progettisti dovrà rappresentare un polo centrale di sviluppo verso l’area a Nord Ovest di Milano dell’Expo 2015.

Expo 2015 e Rho Fiera. Per la realizzazione di alcune fondamentali opere legata all’Expo, ritroviamo, ancora una volta, CMB e Unieco: infatti al raggruppamento di imprese formato da Eureca Consorzio Stabile (Cmb, Unieco,Costruzioni Linee Ferroviarie S.p.A.), Consorzio Cooperative Costruzioni, Vitali SpA e Compagnia Italiana Costruzioni Spa, “Infrastutture Lombarde” aggiudica negli scorsi mesi l’affidamento in appalto dei lavori di realizzazione del sistema viario di accessibilità all’Esposizione Universale di Milano 2015 per un importo complessivo a base di gara pari a 123,5 milioni di euro.

Un’altra partita che vede il mondo cooperativo “rosso” avere un ruolo di tutto rispetto riguarda il piano di trasformazione del sistema espositivo milanese, per il quale esiste una società ad hoc – Sviluppo Sistema Fiera – che fa capo alla Fondazione Fiera Milano, il cui controllo rimane fino al 2009 solidamente nelle mani di Luigi Roth, vicino a Comunione e Liberazione e al presidente Formigoni. È proprio sotto la Presidenza Roth che CMB, assieme a Marcora Costruzioni S.p.A. e Pessina Costruzioni S.p.A., vince nel 2006, la gara per la progettazione e costruzione di due alberghi a servizio e integrazione del Nuovo Polo fieristico di Rho Pero con una offerta del valore di circa 37 milioni di euro. E ancora è una cooperativa “rossa” – la Cmc (Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna), che si aggiudica, per un importo pari a 165 milioni di euro, i lavori di realizzazione dei nuovi padiglioni del Portello, nonché 3 bandi per la metropolitana (anche questa presidiata da uomini di Cl-CdO come il Presidente Lanfranco Senn) del valore complessivo di circa 160 milioni di euro.

«La progressiva penetrazione delle coop “rosse” in Lombardia, terra dove si lavora se si è vicini a chi “comanda” – ci suggerisce uno storico cooperatore emiliano che preferisce rimanere anonimo – non è certo casuale. All’interno del mondo cooperativo, della Compagnia delle Opere, ma soprattutto a livello politico ci sono diversi esponenti del Pdl e del Pd che hanno lavorato e si adoperano per quella che definirei una “convergenza affaristica”, prima ancora che ideale».

Da www.linkiesta.it – articolo di Alberto Crepaldi

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