Che male ha fatto Gandhi per avere certi seguaci?

Avvenire
Umberto Folena

Povero Gandhi, quanti "seguaci" improbabili. Anche in Italia: chi non ricorda che l’effigie del Mahatma fu piazzata come acchiappa-nonviolenti nel simbolo dei Radicali dall’immarcescibile Marco Pannella, così riverito che nessuno osò obiettargli che c’entrasse il profeta indiano con il divorzio, l’aborto e la droga libera? In India un attivista noto per i suoi seguitissimi scioperi della fame, il 74enne Anna Hazare, si è conquistato il soprannome di "Nuovo Gandhi". Chi diffidava dell’uso disinvolto del nome e dell’immagine del Mahatma adesso potrà dire: «L’avevo detto». Hazare, intervistato dalla tv all news Ndtv, ha detto che nel suo villaggio hanno un sistema infallibile per convincere gli ostinati a smettere di bere. Gli danno tre avvertimenti. Se non smette, lo trascinano al tempio facendogli promettere che non berrà mai più. Ma, se non basta, «siamo soliti legarlo a un palo vicino al tempio e frustarlo». Capito, il nonviolento gandhiano? Ci manca solo che siano i talebani a mettere Gandhi sulla loro bandiera, e il massacro sarà compiuto. Povero Mahatma…

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