Amnistia. Pannella a Napolitano: incontriamoci

Marco Pannella spiega

L’ultimo appello di Pannella»

Il Governo Monti ha appena varato un decreto che estende l’utilizzo della detenzione domiciliare per i detenuti che hanno un residuo di pena di 18 mesi. “Troppo poco e troppo tardi” per Marco Pannella che è in sciopero della fame da due settimane, col primo sciopero che ebbe inizio il 20 Luglio. Il motivo è l’amnistia per la Repubblica. “Amnistia” che i detenuti di Rebibbia hanno anche “gridato” al termine della visita del Papa Benedetto XVI all’istituto penitenziario romano.

Durante la conversazione settimanale di domenica 18, ha parlato di “quei  detenuti che, finito il tutto, trasmesso ovviamente in diretta televisiva da Raiuno, da Sky, sono esplosi gridando la parola che non solo non era stata pronunciata, ma che non era stata nemmeno adombrata nell’incedere e nel corso della cerimonia”

Quella stessa amnistia che è necessaria per riportare il nostro Paese alla legalità, per tornare alla sovranità del diritto e dei diritti, umani innanzitutto.

Durante la conversazione domenicale con Massimo Bordin su RadioRadicale Pannella ha lanciato un nuovo appello a Giorgio Napolitano Presidente della Repubblica: “Caro Presidente, io la devo vedere. Dovremo pure inventare, nel senso buono di ‘trovare’, qualcosa…”

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Il ministro della Giustizia, Paola Severino, ha fatto sapere che se il parlamento intende seguire questa via non sarà certo lei ad opporsi ad un procedimento di amnistia. Ammette che c’è un problema urgente, costituito dal sovraffollamento delle carceri e per decongestionarle sta dando corso al cosiddetto pacchetto svuota carceri che contiene misure di pena alternative alla detenzione, come il braccialetto elettronico.

Leggi l’articolo di Valter Vecellio su Notizie Radicali

Eppure non basta! “Siamo sulla strada giusta” ha commentato Rita Bernardini; “È troppo poco e troppo tardi” sostiene Pannella. “Non è responsabilità, evidentemente, solo del Ministro. La questione è un’altra: siamo in una condizione letterale di crimine di Stato […] C’è un solo modo: non piccole “riforme”, ma una grande Riforma e c’è il traino necessario, che può essere dato solo – strutturalmente! – da un provvedimento di AMNISTIA, per la Repubblica, per i magistrati! La comunità penitenziaria, coloro che conoscono questo problema, i volontari, tutti costoro dicono che questa è la via da percorrere. Non riusciamo ad avvisare il popolo di questo! Non si fa un solo dibattito su questo!

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Anche Emma Bonino ha voluto rafforzare le ragioni della battaglia di Marco: “L’intero dibattito sulle carceri e la giustizia nasce falsato, basta vedere i titoli dei giornali in un misto di voglia di manette, populismo, disinformazione creata, che caratterizza da lungo tempo il nostro Paese. Il modo più drammaticamente semplice di compiere questa operazione consiste nell’espulsione del corpo radicale, e in particolare di quello di Marco Pannella. E con lui anche i detenuti che gridano amnistia al Papa. Da qui l’appello di Pannella che chiede di essere ascoltato dal Capo dello Stato non perché Napolitano non conosca il problema, ma perché forse gli sfugge la manipolazione che di questo problema viene fatta, e verrà fatta. Mi sembra che siamo già avviati sul solito dibattito con presupposti falsi.”

Ascolta la conversazione settimanale con Emma Bonino»

L’Appello di Pannella a Napolitano

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