E Rutelli onorò il debito del ’79

Il Giornale

«La mia onestà personale è la ragione della mia vita», ha dichiarato il presidente dell’Api, Francesco Rutelli, sfruculiato a Otto e mezzo sui 13 milioni che il suo tesoriere, il senatore Luigi Lusi, ha fatto sparire negli anni scorsi dalle casse della Margherita. Sarà sicuramente così. Ma tra gli obblighi imposti dall’onestà non dovrebbe esserci anche il saldo dei debiti? È la domanda che s’è posto Mao Valpiana, presidente del Movimento nonviolento, ascoltando l’altisonante proclama nel salotto televisivo di Lilli Gruber. Valpiana s’è infatti ricordato che durante il meeting antimilitarista svoltosi nel 1979 a Sonderborg, in Danimarca, il giovane Rutelli, all’epoca appena 25enne ed evidentemente squattrinato, gli chiese un prestito per far riparare la propria Fiat 126 color senape, che gli serviva per riportare a Roma il leader radicale Marco Pannella, del quale era il fedele scudiero. Il conto dell’officina ammontava all’equivalente di 60mila lire. Valpiana e tre suoi amici fecero una colletta. A distanza di 33 anni, i quattro si sono rivolti alle Iene per costringere Rutelli a restituire la somma. Rutelli ha risposto via Facebook: «Non ricordo il prestito, ma la macchina rotta sì». Memoria selettiva. Comunque ha promesso di inviare un contributo di 250euro al Movimento nonviolento.

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