Non solo primarie

Il Foglio
Marianna Rizzini

"Ops, ho fatto scattare l’allarme antifumo al teatro Santa Chiara. Una sveglia contro il proporzionale!". Sono le dieci del mattino e Marco Pannella così saluta, su Twitter, l’assemblea della Lega per l’uninominale in corso a Roma (ci sono costituzionalisti, politici, economisti, ospiti stranieri, semplici curiosi, tutti determinati a non farsi avviluppare – si evince dal dibattito – dall’idea-base in voga tra Parlamento e partiti, un gattopardesco "cambiare tutto per non cambiare nulla", dicono a più riprese alcuni oratori). "Partitocrazia no, democrazia sì alternativa ‘americana’ per gli Stati Uniti d’Europa, subito", recita il titolo del consesso, e il costituzionalista Fulco Lanchester ne spiega orgoglioso genesi e ricaschi. Non si vuole rinunciare ai partiti, al teatro Santa Chiara, ma neppure si gira attorno al punto: possibile che sia un tabù il tema dei rimborsi, dice Emma Bonino; possibile che non si possa mettere sul tavolo una proposta uninominale? Possibile che, dice Antonio Martino, non si creda in un sistema che sia "del popolo per il popolo"? E vi ricordate, dice sempre Martino, "quando nel Pd fecero le primarie e Romano Prodi non voleva che corresse Fausto Bertinotti? Beh, Bertinotti rispose ‘la democrazia comincia con due’, ma io aggiungo ‘e finisce con due"’. Si discute di legge elettorale ma non solo, perché sottotraccia corrono altre domande (che cosa debbano essere oggi i partiti, e se si possa arrivare a un partito di tipo "americano" (finanziato anche all’americana). Si pensa all’Italia ma si guarda all’Europa, e soprattutto agli Stati Uniti d’Europa che impedirebbero a due nazioni di decidere per tutti, dice Martino, "e alla Germania di portarci sull’orlo della Terza Guerra mondiale, anche se stavolta senza armi". Pannella quasi se la ride al pensiero "del Sarkozy a cui viene l’idea di recuperare un po’ di proporzionale: se vuole gli facciamo incontrare qualche italiano o spagnolo esperto in riforme che sono controriforme". L’allarme antifumo non suona più, ma il leader radicale insiste nel voler dare "la sveglia" sulla personalizzazione della contesa tra candidati "selezionati con procedure infrapartitiche o infracoalizionali", come dice la lettera di presentazione dell’assemblea. Assemblea che nutre somma sfiducia nell’oggi: "Nei mesi scorsi sono entrate in scena diverse iniziative in materia elettorale, presentate dai promotori come una vera e propria ‘liberazione dal male’… sulla stessa linea si muovono i recentissimi progetti pieni di tecnicismi… con ogni probabilità atti a ottenere un nulla di fatto…".

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