De Simone meridionalista e giornalista di razza

Il Mattino
Ugo Cundari

Una idea non si giudica per la capacità di affermarsi e rendersi visibile fin dal primo momento in cui è stata concepita, ma per la capacità di riproporsi dopo le inevitabili sconfitte. Questo principio è stato alla base del nuovo corso del Premio giornalistico Armando De Simone, la cui quarta edizione si è tenuta presso l’Istituto italiano per gli Studi Filosofici grazie anche alla collaborazione della Giammarino Editore e l’Associazione Mezzogiorno Futuro. La giornata è stata anche l’occasione per ricordare la figura di De Simone, approfondire alcuni temi legati alla comunicazione e, ovviamente, annunciare il vincitore del Premio.

La figura di De Simone ("Armandone" lo chiamavano gli amici) è stata ricordata, tra gli altri, dal presidente dell’ordine dei giornalisti di Napoli, Ottavio Lucarelli, il quale ha sottolineato «quando io e Armandone eravamo cronisti di strada, ci consumavano le suole andando in giro per la città e cercando le notizie. Ma oltre la sua passione giornalistica, lui era mosso anche da una grande passione meridionalista». Infatti, il suo «amore per il Sud viveva di teoria e di azioni concrete; d’altra parte il Premio a lui intitolato vuole essere non solo una giornata di celebrazione del buon giornalismo ma anche una giornata di rielaborazione di certi temi portanti del giornalismo contemporaneo». Tra questi, il rapporto tra politica e informazione, e il ruolo dei nuovi mezzi di comunicazione come la radio diffusa attraverso un canale così straordinario come quello del web.

A proposito della radio, per l’assessore allo Sviluppo Marco Esposito la competizione tra questa e la tv non ha storia, «perché la radio è un mezzo più antico della televisione e di sicuro gli sopravviverà, anche per la sua possibilità di onnipresenza, al contrario della tv». Sulla stessa lunghezza d’onda Gino Giammarino, secondo cui «ormai oggi la televisione si rivede, più che vedersi, mentre la radio, grazie alla nuova frontiera di internet, si mette in contatto immediato con la realtà ed è da considerarsi tra i più grandi baluardi della democrazia». In merito al rapporto tra "informazione e politica", e al ruolo dei media, il Senatore Luigi Compagna ha sottolineato come «la vicenda delle frequenze tv sia oggi questione molto delicata, messa ben in evidenza con dovuti approfondimenti proprio da trasmissioni radiofoniche».

Alla fine della giornata è stato proclamato il vincitore del Premio, il giornalista di Radio Radicale Massimo Bordin, che con la sua trasmissione "Stampa e regime" (condotta anche da Marco Taradash) ha vinto la sfida contro "La Zanzara" di Giuseppe Cruciani e ritirerà il premio il 16 maggio a Roma, presso la Camera dei deputati.

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