L’illusione della cannabis

È Vita (Avvenire)
Francesca Lozito

È legge la «cannabis terapeutica» in Toscana. Il progetto è stato approvato ieri dall’assemblea regionale. Ventotto i voti a favore (i gruppi di maggioranza: Pd, Idv, FdsVerdi più Ciucchi e Romanelli del gruppo misto, con l’aggiunta del consigliere del Pdl Marco Taradash), tredici i no (Pdl, Udc e parte del gruppo misto: Staccioli, Locci), 2 astenuti (Lega Nord Toscana). Un’approvazione annunciata per la volontà della maggioranza di varare il testo, che ha visto l’unificazione di due progetti.

La legge dice sì all’acquisto da parte del sistema sanitario regionale, con l’importazione dall’estero tramite le farmacie ospedaliere, di farmaci derivati dalla cannabis, non commercializzati in Italia. Ne permette la «preparazione magistrale», disciplinando le procedure di acquisto e gli eventuali limiti, secondo il budget regionale.

Ma il mondo scientifico non è affatto convinto dell’efficacia di questi farmaci nel contrasto al dolore come nel contenimento di alcuni sintomi collaterali della sclerosi multipla. Giovanni Zaninetta, direttore dell’Hospice della casa di cura Domus Salutis di Brescia, afferma: «Ci sono farmaci meno costosi per la cura del dolore e altrettanto efficaci come la codeina». Nell’ambito della sclerosi multipla, poi, «vanno condotti studi più convincenti di quelli che abbiamo a disposizione». Zaninetta spiega di «non demonizzare a priori una molecola che può avere potenzialità» ma chiede di «indagare correttamente sul rapporto costi-benefici di questi farmaci».

Non si sono fatte attendere le reazioni politiche. I radicali, favorevoli alla legalizzazione delle droghe leggere, plaudono al via libera annunciando che moltiplicheranno le pressioni su altri consigli regionali. Alcuni di questi peraltro si sono dimostrati non insensibili ai loro argomenti “antiproibizionisti”: proposte in questo senso sono state depositate in Puglia, Lazio, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto. Per il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, la legge «è giusta, sancisce una cosa positiva a fini terapeutici». Netto il giudizio del presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri: «È da considerarsi poco meno di carta straccia. Di certo c’è solo una cosa: la droga uccide sempre e comunque. Una proposta come quella approvata dal Consiglio toscano non troverà mai alcun tipo di seguito a livello nazionale».

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