Decreto editoria, ok del Senato Nuove norme per i contributi

Roma

Via libera dell’Aula del Senato al decreto sull’editoria. Il provvedimento è passato con 232 sì, 18 no e 30 astenuti. Il testo ora passa alla Camera. Il decreto è passato a larga maggioranza. Contraria solo l’Idv (ad eccezione del senatore Pancho Pardi). Coesione Nazionale si è invece astenuta. Questi i punti principali del provvedimento:

Correlazione tra copie vendute e distribuite. Scende dal 30 al 25% (attualmente è al 15%) la percentuale relativa al rapporto tra le copie vendute e quelle distribuite necessaria per accedere ai contributi. Per le testate locali la quota è del 35%. Sono testate nazionali quelle distribuite in almeno tre regioni.

Abbonamenti ad agenzie. Nell’ambito del computo del contributo alle testate, il 50% è calcolato in base ai costi per il personale dipendente, per l’acquisto della carta, della stampa ma anche per gli abbonamenti ai notiziari delle agenzie di stampa.

Aiuti a onlus. Sconti sulle tariffe postali per l’editoria non profit.

Giornali pubblicati all’estero. Arriva un contributo di 2 milioni di euro annui per i periodici italiani pubblicati all’estero.

Web. Le piccole testate online (che abbiano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100mila euro) non sono obbligate alla registrazione. La pubblicità online viene fatta rientrare nel paniere dei ricavi del Sic.

Radio Radicale. L’emittente mantiene per intero il contributi relativi all’anno 2010.

Salva-Manifesto. Le cooperative editoriali non dovranno rispettare il requisito di 5 anni dalla loro costituzione nel caso di subentro o acquisto di una testata e per accedere ai contributi.
 

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