Quanto vale un Radicale, anzi due. Regione Lazio: come stanno veramente le cose

Regione Lazio

Cosa sta avvennendo alla Regione Lazio? Qual è stata l’attività dei due consiglieri Radicali (Rocco Berardo, Giuseppe Rossodivita) eletti in regione nel 2010? Dobbiamo puntualizzare diverse cose su quanto è accaduto e sta avvenendo. Questo documento in Primo piano verrà aggiornato costantemente.

24/09 Renata Polverini si è dimessa. 

“Ha perso una grande occasione Renata Polverini anche questa volta: si poteva votare velocemente in una giornata la proposta dell’Anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati e successivamente si potevano rassegnare le dimissioni, ha la responsabilità di aver lasciato sulle spalle dei cittadini del Lazio una fortezza inespugnabile anziché una casa di vetro”. (dal comunicato di Rocco Berardo, Giuseppe Rossidivita)

ANAGRAFE PUBBLICA

I Radicali hanno proposto l’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati come primo atto della legislatura, dopo due anni nonostante la preparazione di un testo base, la commissione non licenzia per l’Aula il testo perché “c’è un problema sulla vostra norma che vuole la pubblicità sul bilancio dei gruppi e i rendiconti dei consiglieri”.

ATTIVITA’ IN REGIONE

I Radicali eletti per la prima volta in regione, avviano una intensa attività che viene presentata già dopo un anno (15/04/2011) con una conferenza stampa dove si descrisse una gestione blanda e inadempiente delle promesse della Polverini, lo sfascio della Sanità nel Lazio, il capitolo infinito dei doppi incarichi, delle nomine e della moltiplicazione delle poltrone che sono andate appesantendo l’amministrazione regionale, una piaga a sè, che garantisce la sussistenza e la perpetuazione di un sistema clientelare e partitocratico. Pannella conclude affermando: “la Regione è piena di parassiti e sanguisughe”. 

TRASPARENZA

In assenza di una legge che lo imponesse i Radicali del gruppo della Lista Bonino Pannella pubblicano sul loro sito prima il bilancio consuntivo del gruppo del 2010 e poi quello del 2011 (nei primi mesi del 2012) e dunque non dopo lo “scandalo Fiorito”.

NE PARLIAMO CON SERGIO RIZZO

Una volta reso pubblico online il nostro bilancio (dopo averlo depositato presso l’Ufficio di Presidenza del Consiglio), nonostante a più riprese avessimo denunciato il problema della non trasparenza, decidiamo di mostrare a Sergio Rizzo il nostro bilancio spiegandogli nel dettaglio le voci da cui era composto. A seguito di questo incontro avvenuto intorno a luglio del 2012, Sergio Rizzo lavora al suo articolo, in cui si dà per la prima volta notizia dei fondi ai gruppi di cui oggi tanto si parla. Infatti il Corriere della sera del 20 agosto 2012 pubblica per primo la notizia: “Regione Lazio: ai partiti 4 volte più della Camera”. Nell’articolo Sergio Rizzo scrive:

Da destra a sinistra non c’è chi non abbia invocato più trasparenza sui soldi pubblici destinati alla politica. Ma di passare ai fatti non se ne parla proprio. Se si eccettuano, naturalmente, alcune meritorie iniziative purtroppo isolate.

Qualche settimana fa il gruppo radicale al Consiglio regionale del Lazio presieduto dall’avvocato Giuseppe Rossodivita ha pubblicato sul sito internet il proprio bilancio. Un documento impressionante, che illumina un angolo del capitolo costi della politica finora tenuto accuratamente all’oscuro. Ovvero, i contributi che le Regioni erogano ai gruppi «consiliari».

I CONSIGLIERI SI INTASCANO I SOLDI: (100 mila a consigliere)

Questa affermazione, per quanto riguarda il Gruppo Radicale è falsa

I soldi che abbiamo ricevuto come voce “finanziamento delle attività del gruppo consiliare” sono stati bonificati sul conto del gruppo e mai sono stati girati sui conti dei consiglieri. I soldi sono stati spesi, non tutti ma solo una parte come si può riscontrare dal bilancio online, solo ed esclusivamente per le finalità di attività politica: convegni, congressi, stampa di opuscoli etc. Posto che come Radicali siamo da sempre contro il finanziamento pubblico dei partiti, quello che abbiamo denunciato questa volta era l’assoluta mancanza di trasparenza sull’utilizzo di quei fondi: abbiamo ragione di credere che i soldi venissero utilizzati per finanziare le passate e le future campagne elettorali.

Tenete presente che dal nostro bilancio online si nota come i due consiglieri abbiamo speso, in un anno, 170€ a testa in “alberghi, ristoranti, bar”. (articolo del Fatto Quotidiano

CHI HA DECISO LO STANZIAMENTO DI QUEI FONDI

I fondi per i gruppi consiliari sono stanziati nel bilancio del Consiglio che è parte del Bilancio della Regione. Il Bilancio del Consiglio è proposto dall’Ufficio di Presidenza, accettato dalla Giunta e votato a maggioranza prima dalla Commissione Bilancio e poi dal Consiglio regionale. Come Radicali abbiamo votato contro i bilanci presentati. Peraltro, per il Bilancio della Regione,  la giunta della Polverini cinque volte su sei (fra assestamenti e leggi di bilancio) ha imposto il suo maxi-emendamento, che vuol dire in parole semplici che ha scritto, senza dare opportunità al Consiglio di modificare alcuna virgola del testo, il bilancio della Regione.

Successivamente è all’interno dell’Ufficio di Presidenza che è stato deliberato lo stanziamento di quei fondi. Fanno parte dell’Ufficio di Presidenza del consiglio: Pdl, Lista Polverini, Udc, Pd e Idv. Non ne fanno parte i Radicali.

MA VOI LO SAPEVATE? 

Certo che no. Le delibere dell’ufficio di Presidenza nonostante i nostri emendamenti per la trasparenza non sono pubbliche e non ci sono state neanche fornite in relazioni agli accessi agli atti che abbiamo inoltrato ai sensi dell’art. 30, comma 3, dello Statuto della Regione.

Abbiamo preso coscienza dell’entità complessiva delle somme annuali destinate al nostro gruppo, di fatto, alla fine di ogni anno perché queste cifre vengono accreditate in varie rate. Entro il 28 febbraio di ciascun anno abbiamo provveduto, come previsto, a rendicontarle al Comitato regionale di controllo contabile e pubblicarle sul nostro sito.

LA POLVERINI SAPEVA?

La Presidente Polverini è capo della maggioranza, e sa benissimo tutto. Uno dei maggiori gruppi presenti in Consiglio porta il suo nome: Lista Polverini, 13 consiglieri.

In realtà queste cifre sono state verosimilmente contrattate nelle sessioni di bilancio proprio dalla maggioranza, la Presidente Polverini infatti tramite l’Assessore Cetica, per tenere buona la maggioranza e far passare tranquillamente le leggi finanziarie e di bilancio sapeva che questo era il prezzo da pagare ai consiglieri della propria maggioranza.

DIMISSIONI

Riguardo l’iniziativa delle dimissioni dal Consiglio Regionale del Lazio le firme dei due consiglieri Radicali ci saranno se determinanti per raggiungere la maggioranza necessaria per mandare a casa la Giunta Polverini. Perché “se determinanti”? Perché se non ci si dimette in maggioranza le dimissioni non servono, subentrano i migliori non eletti. C’è lo scioglimento del consiglio solo se c’è la maggioranza del consiglio. Serve che si dimetta anche l’Udc e una parte della maggioranza. Per far sciogliere il Consiglio e contesutalmente innescare le dimissioni della giunta servono appunto “le dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti” (Art.19, comma 4 dello Statuto della Regione Lazio).

MACCHINA DEL FANGO SUI RADICALI

Proprio in coincidenza con le denunce dei consiglieri regionali radicali Rocco Berardo e Giuseppe Rossodivita si è mossa contro i radicali anche quella che oggi si usa chiamare macchina del fango. Martedì 18 settembre su tre giornali nazionali contemporaneamente, sono state riportate insinuazioni assolutamente deliranti in merito a una ipotetica destinazione di fondi del Pdl ai “Radicali”. Approfondisci i fatti» Inoltre sia il Tg3 che il Tg2 hanno completamente omesso il ruolo della delegazione radicale – che mai ha ricevuto fondi – rispetto a tutto il resto del consiglio regionale del Lazio. A tutela del Partito Radicale, di Radicali Italiani e delle iniziative di tutti i soggetti dell’area, nelle prossime ore sporgeremo querela contro tutte le affermazioni o insinuazioni che hanno recato danno all’immagine del movimento.

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