Legge Elettorale: Staderini, tre i punti fermi: referendum del 1993, principio europeo di stabilità, legalizzare intero procedimento elettorale

Ora che la legge elettorale torna nell’agenda della politica anche a seguito del rinvio del Porcellum alla Consulta, ci sono tre punti che il dibattito pubblico non può permettersi di cancellare.

Il primo, è il rispetto della volontà dei 29 milioni di italiani che nel 1993 si espressero a favore del referendum radicale contro il proporzionale e per il sistema maggioritario fondato sul collegio uninominale.

Il secondo, è la necessità di legalizzare l’intero procedimento elettorale, sempre più caratterizzato dalla violazione degli standard democratici e dell’effettivo diritto a libere elezioni.

Il terzo, è l’obbligo di rispettare il principio di stabilità dei sistemi elettorali riconosciuto dal Consiglio d’Europa e dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, secondo il quale deve intercorrere almeno un anno tra la modifica della legge elettorale e la data del voto.

La paralisi che oggi vive il Parlamento e l’intero Paese nasce proprio dall’aver eluso questi aspetti .

Di fronte all’oggettiva precarietà della legislatura, rimandare una loro soluzione complessiva segnerebbe un ulteriore involuzione antidemocratica.

Dichiarazione di Mario Staderini, segretario di Radicali italiani.

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Mario Staderini

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