5 giorni di sciopero degli avvocati: «Giustizia nel caos»

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Cinque giorni di astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria contro «l’immobilismo» della politica. Gli avvocati hanno deciso di pro testare contro «la politica» e le sue «inadempienze». L’Unione delle camere penali ha iniziato una mobilitazione che proseguirà fino al 20 settembre. Non solo uno «sciopero», ma, in concomitanza con l’agitazione, gli avvocati stanno raccogliendo le firme per i referendum dei Radicali finalizzati a realizzare la riforma della giustizia. Gli avvocati penalisti protestano contro «una politica sempre più debole sulla giustizia» e «inadempiente sull’emergenza carceri». Di più. «Servirebbero interventi strutturali», sostiene Valerio Spigarelli, presidente dell’Unione, ma «ma il Parlamento appare condizionato da fatti di cronaca e da polemiche spicciole i cui effetti si riscontrano nei ritmi alternati di importanti disegni di legge».

Oltre allo «sciopero» e alla raccolta di firme, la mobilitazione avrà come momento clou un incontro pubblico. Si terrà giovedì alla Residenza di Ripetta di Roma, si intitola «Diciamocela tutta!». Dice Spigarelli: «L’esortazione è rivolta soprattutto alla politica che deve avere la forza di affrontare il merito delle questioni urgenti in tema di riforma della giustizia, liberandosi dai condizionamenti e dagli ostacoli». Parteciperanno tra gli altri il ministro Gaetano Quagliariello, Luciano Violante, Giacomo Caliendo e Benedetto Della Vedova.

 

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