Documenti aggiuntivi XII Congresso di Radicali italiani

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Mozioni particolari

Per la ripresa della battaglia per l’abolizione degli ordini professionali – approvata

Prima Firma: Alessandra Guerra

Chiedo che Radicali italiani riprenda la battaglia contro l’attuale regolamentazione degli ordini professionali, ed elabori una proposta politica in materia di professioni, che promuova la libertà e responsabilità professionale.

Chiedo che Radicali italiani si impegni, a tal fine, a organizzare un convegno di studio ed elaborazione politica su questo tema.

Chianciano, 2 novembre 2013

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Per consentire la partecipazione e il voto a distanza – approvata

Prima firma: Marco Belelli

I Radicali italiani riuniti a Chianciano dal 31 ottobre al 3 novembre 2013 approvano la seguente mozione particolare:

Il Congresso di radicali italiani ritiene sia meritevole tutela la partecipazione dei membri del Comitato nazionale alle riunioni e deliberazioni del comitato stesso – anche se impossibilitati ad essere fisicamente presenti- ed autorizza di conseguenza i membri del comitato a partecipare alle discussioni e votazioni di qualsivoglia natura, anche concernenti mozioni particolari e generali- come pure presentarle all’esame del comitato.

I membri del Comitato potranno utilizzare – a titolo esemplificativo – per esercitare tale facoltà skype e una telecamera domestica.

Al presidente del comitato è delegata la valutazione e la fattibilità in ragione delle ragioni addotte per l’assenza e della affidabilità dei mezzi autorizzati per il collegamento.

Analogamente, si autorizza la partecipazione e il voto ai congressi annuali agli iscritti radicali che non potessero presenziare fisicamente. in tale caso, al presidente di radicali italiani è delegata la valutazione di fattibilità in ragione delle ragioni addotte per l’assenza e della affidabilità dei mezzi utilizzati per il collegamento.

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Contro l’olocausto per la libertà di pensiero – approvata

Prima firma: Marco Belelli

I Radicali italiani riuniti a Chianciano dal 31 ottobre al 3 novembre 2013 ribadiscono la storicità dell’olocausto, tragedia inenarrabile della perversione umana al di là dei meri dati contabili (poco importerebbe se anziché essere sei milioni le vittime fossero di più o di meno: resterebbero la gravità estrema del fatto storico e il genocidio perpetrato con diabolica efficienza);

i Radicali condannano i tentativi di revisione storica atti a sminuire l’orrore di quanto accaduto nei campi di concentramento disseminati in Europa nonché nei gulag dell’unione sovietica o nei campi “rieducativi” di Pol Pot: si tratta di tipologie differenziate di sterminio ma assimilabili per le tecniche razionalizzanti e per la pervicace spietata efficienza;

osservano tuttavia che l’arresto – in Austria – del professor Irving e la campagna intimidatoria scatenata in Italia contro il professore Caracciolo – a La Sapienza di Roma – accusati di avere sostenuto tesi negazioniste (nell’anno 2009) confligge pesantemente con i principi sanciti dalla Costituzione italiana, dalla carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e dalla dichiarazione universale dei diritti dell’uomo: in particolare gli articoli 2, 3, 4 e 9 della Costituzione italiana, gli articoli 6, 10, 11 e 13 della carta dei diritti fondamentali dell’unione europea e gli articoli 3, 4, 9, 13, 18 e 19 della dichiarazione universale predetta;

in particolare i radicali ritengono che le leggi Scelba e Mancino gravemente ostative della libertà di pensiero e di espressione dovrebbero essere prontamente rimosse dall’ordinamento legislativo italiano e che a tutti – professori di storia come semplici cittadini – deve essere garantita la piena e intangibile libertà di pensiero, di parola, di stampa e di espressione culturale.

Alla luce di tali convincimenti, i radicali italiani auspicano che il parlamento dei nominati rimuova le leggi ordinarie e costituzionali di impianto liberticida principiando da quelle indicate – ad esempio la dodicesima disposizione transitoria ed eviti di aggravare tale situazione approvando in via definitiva modifiche come quella recentemente approvata dalla commissione giustizia del senato, a modifica dell’articolo 414 del codice penale, ed istituente il reato di negazionismo. Ribadendo che  ogni cittadino ha il diritto di esprimere le proprie opinioni senza restrizioni di sorta, e quindi di dire e scrivere che l’olocausto c’è stato oppure no, i radicali d’Italia esprimono solidarietà a quanti sono minacciati per i propri convincimenti culturali.

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Risorse tecnologiche e digitali – approvata

Prima firma: Alex Orlowsky

Il XII Congresso di Radicali italiani, 

lamentando la violazione dell’Articolo 9.1 dello Statuto:

“Tutti i diritti connessi allo status di iscritto possono essere esercitati anche via internet. A tal fine, all’atto dell’iscrizione viene assegnato ad ogni iscritto, insieme al numero di tessera, in sistema di identificazione digitale, valido fino al 31 dicembre dell’anno per il quale è stata versata la quota d’iscrizione”

nonché la mancata applicazione della Mozione Generale del X Congresso di Radicali italiani, la quale impegnava gli organi dirigenti a dotare Radicali italiani dell’organizzazione, delle competenze e del metodo di lavoro necessari a sostenere la vita dei temi e delle campagne radicali in Rete,

constatando l’attuale impossibilità di partecipare al Congresso, intervenendo e votando, per via telematica,

considerando l’importanza delle risorse tecnologiche e digitali per garantire l’agibilità democratica, e più in generale civile e sociale, al fine di superare le disabilità e gli impedimenti fisici che la ostacolano,

IMPEGNA gli organi dirigenti a ripristinare la legalità statutaria, implementando i metodi di partecipazione democratica per via digitale e garantendo l’esercizio di voto per via digitale ai prossimi Congressi di Radicali italiani.

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Quota iscrizione – Respinta

Prima firma: Matteo Mainardi

Premesso che:

il Punto tesoreria: dati sull’autofinanziamento al 28 ottobre 2013 mostra come nell’Anno Radicale 2013 non si sono iscritte persone fino ai 18 anni e sono iscritte solo 9 persone dai 18 ai 25 anni che rappresentano lo 0,7% del totale delle iscrizioni;

i dati Istat sull’occupazione, al mese di settembre, mostrano come tra le persone nella fascia di età 15-24 anni i disoccupati hanno raggiunto il tasso record del 40,4%, aumentato di oltre il 4% rispetto a un anno fa: in altri termini, meno di 2 giovani su 10 lavorano, con un tasso di occupazione calato al 16,1%;

in 10 anni (2003-2013) Radicali Italiani ha perso 2.212 sostenitori, 1.262 iscritti e 950 contribuenti;

i disoccupati totali sono a settembre quasi 3,2 milioni, 29mila in più rispetto ad agosto (+0,9%), 391mila in più su base annua (+14%). È il nuovo massimo per i senza lavoro in Italia, che porta il tasso di disoccupazione al 12,5%, in aumento dell’1,6% sull’anno scorso;

per contro, gli occupati di tutte le età sono 22 milioni 349mila, 80mila in meno rispetto ad agosto (-0,4%) e 490mila in meno su base annua (-2,1%). Il tasso di occupazione è al 55,4% (-0,2 su agosto e -1,2 rispetto a dodici mesi prima);

gli inattivi, a settembre, sono 71mila in più rispetto ad agosto con un tasso al 36,4%;

le stesse associazioni territoriali e tematiche seppure con decine e decine di iscrizioni faticano a trovare 25 associati che si iscrivano anche a Radicali Italiani con la quota minima di 200 Euro.

Considerato che:

l’articolo 3 dello Statuto di Radicali recita: “Il Congresso degli iscritti […] delibera sulla quota minima di iscrizione per l’anno successivo”

IL CONGRESSO DELIBERA CHE

per l’Anno Radicale 2014 la quota minima di iscrizione a Radicali Italiani è fissata a 100 Euro.

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Sistema di elezione del Comitato nazionale – non ammessa

Prima firma: Nicola Magaletti

Il Congresso di Radicali italiani, tenutosi a Chianciano dal 31 ottobre al 3 novembre, prende atto che il vecchio sistema per eleggere il comitato nazionale basato sulle liste è stato sostituito con un sistema, il cosiddetto australiano, che non garantisce maggiore democraticità del primo.

Ai gruppi chiusi che costituivano il nucleo attorno al quale si costituivano le liste si è sostituito un vero e proprio”mercato delle vacche”, a cui abbiamo assistito durante il congresso XI che è stato il secondo che ha recepito il nuovo sistema di elezione. Di fatto, i candidati al consiglio nazionale, potendo contare su una decina di preferenze possono accedere al consiglio. Per contro, gli iscritti, nella veste di elettori, durante la votazione alla fine del congresso, possono non ricordare i nomi dei candidati che sono intervenuti durante il dibattito generale o durante le commissioni.

Considerando che il comitato nazionale è l’organo più rappresentativo, si propone un sistema che garantisca il maggiore consenso possibile su ogni singolo candidato sul quale voterà l’intero congresso. Il sistema è quello della selezione secca con recupero.

Dinamica:

“Il primo giorno i radicali che desiderano candidarsi al comitato nazionale si iscrivono in segreteria.

Il numero degli iscritti all’elezione si divide per il numero di consiglieri nazionali, cioè sessanta, e il risultato, approssimato all’unità superiore e il numero X di persone che si confrontano direttamente.

L’ordine degli interventi viene stabilito a sorte e la durata dell’intervento è data dal tempo disponibile, presumibilmente i primi due giorni, diviso gli interventi con un massimo di 10 minuti ciascuno.

Se il numero X è due, ogni due interventi l’assemblea vota la sua preferenza tra i due candidati. Il primo fa automaticamente parte del comitato. Solo per il secondo si contano le preferenze che costituiranno il criterio per il recupero.

Se il numero X è tre, ogni tre interventi l’assemblea vota. Il primo fa automaticamente parte del comitato per il secondo idem come sopra, il terzo viene escluso.

Per X = 4 saranno il terzo ed il quarto ad essere esclusi e così via.”

Gli interventi dei candidati al comitato nazionale, saranno considerati anche interventi utili per il dibattito generale.

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Mozione particolare prima firma Franco Levi – respinta 

Emendamenti

Emendamento alla mozione generale 1 – accolto

Prima firma: Rocco Berardo

Dopo il primo capoverso è inserito il seguente periodo:

Il Congresso, udite le relazioni del Segretario e del Tesoriere, le approva.

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Emendamento mozione generale 2 – già recepito

Prima firma: Giovanni D’Anna

Dopo il dodicesimo paragrafo inserire il seguente:

Il Congresso ringrazia tutti i militanti, le compagne e i compagni che si sono mobilitati per la campagna referendaria complessa e difficilissima; ringrazia in particolare le associazioni territoriali del Movimento che hanno garantito in condizioni di oggettiva fragilità quella resilienza che è necessaria per continuare ad essere speranza nel Paese.

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Emendamento ordine dei lavori 1 – respinto

Prima firma: Valter Vecellio

Si propone che conclusa la sessione “convegnistica” del congresso, seguano le relazioni del segretario Mario Staderini e del tesoriere Michele De Lucia e solo dopo si insedino le commissioni previste.

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Emendamento ordine dei lavori 2 – respinto

Prima firma: Marco Beltrandi

Si propone di anticipare le relazioni di Mario Staderini, segretario di Ri, quella di Michele De Lucia, tesoriere di Ri e quella dei revisorri dei conti, al termine dell’interventi di Guy Veroschfstadt, presidente Alde e comunque prima dell’insediamento delle commissioni congressuali.

Ove non fossero disponibili le relazioni dei revisori dei conti, comunque le relazioni dei segretaio e tesoriere di Ri dovranno precedere l’insediamento delle commissioni.

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Emendamento al regolamento congressuale 1 – respinto

Prima firma: Francesco Pasquariello

Emendamento sostitutivo dell’art.9.2 del regolamento congressuale

Art. 9.2 è sostituito dal seguente testo:

“Ciascun congressista iscritto può candidarsi a membro del comitato nazionale. Per candidarsi dovrà comunicare alla segreteria di presidenza entro il termine previsto dall’ordine dei lavori se la candidatura è a titolo individuale o se facente parte di una lista”.

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Emendamento al regolamento congressuale 2 – respinto

Prima firma: Silvio Viale

Al punto 9.2 ter sostituire il primo paragrafo fino a “se rimangono dei seggi non assegnati” con

“Si procede alla stesura di una graduatoria nella quale i candidati vengono ordinati sulla base del numero delle prime preferenze ottenute. In caso di parità si considera il numero di seconde preferenze ed, eventualmente, le terze, le quarte e le quinte preferenze. Si procede a completare la graduatoria utilizzando con lo stesso criterio le seconde preferenze per i candidati che non hanno ottenuto prime preferenze e, a scalare, con il medesimo criterio le terze, le quarte e le quinte preferenze.”

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Modifica Statutaria – respinta

Prima Firma: Marco Belelli

I Radicali italiani – riuniti a Chianciano dal 31 ottobre al 3 novembre 2013 approvano la seguente modifica statutaria:

Il Congresso di Radicali italiani ritenendo non vi sia alcuna ragione seria per precludere a radicali italiani – qualora lo ritenga opportuno ed utile per la causa radicale – di prendere parte alle pugne cartacee di qualsivoglia livello (comune, provincia, regione, parlamento nazionale ed europeo, ecc.) in forma e qualità di partito, al pari di qualsiasi altra formazione partitica, ritenendo che ciò sia conforme al superiore interesse della causa radicale, abroga il comma 3 dell’articolo 1 dello statuto di Radicali italiani che così recita: “Radicali italiani in quanto tale e con il proprio simbolo non si presenta a competizioni elettorali”.

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Raccomandazione – giunta alla dirigenza

Prima firma: Andrea Verde

Si propone di organizzare nel corso del prossimo anno una grande conferenza sul valore della laicità, il ruolo delle religioni nella Repubblica italiana. Sull’esempio francese, quali interventi legislativi adottare per ribadire il valore della laicità e favorire al tempo stesso un’integrazione per assimilazione?

Sempre sull’esempio francese si propone di vietare il burqa islamico, segno di umiliazione e sottomissione delle donne.

 

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