“Cota mantenga la parola: se ne vada”

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Si stringe l’assedio su piazza Castello. In attesa di conoscere la decisione che assumerà il Pd, anche alla luce della clamorosa iniziativa di Mauro Laus, i Radicali si uniscono al coro di quanti chiedono le dimissioni del governatore leghista. Silvio Viale e Giulio Manfredi in una nota congiunta affermano: «Se è vero che Roberto Cota l’11 gennaio 2013 disse agli inquirenti ‘”non posso restare presidente anche solo con l’ombra di un avviso di garanzia”, poiché Cota è sicuramente un uomo d’onore, ci aspettiamo che alle parole seguano i fatti». Nulla a che spartire con posizioni giustizialiste né con la vicenda di Rimborsopoli: «Fatte salve le responsabilità politiche – aggiungono i due esponenti radicali – ognuno ha il diritto a difendersi, per cui non ci uniamo al coro di chi chiede le dimissioni ad ogni avviso di garanzia o richiesta di rinvio a giudizio. Noi continuiamo a chiedere le dimissioni di Cota per via della vergognosa difesa della lista taroccata di Giovine che ha falsato il risultato elettorale e gli ha permesso di governare, ma ora abbiamo un motivo in più».

Dal campo democratico fa sentire ancora una volta la sua voce l’ex parlamentare Giorgio Merlo, oggi dirigente nazionale del partito: «È evidente a tutti che la Regione Piemonte non può proseguire con la dovuta tranquillità il resto della legislatura. Al di là del rimbalzo delle responsabilità su chi deve dimettersi per primo, è abbastanza noto che questa agonia politica dell’ente la può interrompere solo il Pd con la sua responsabilità politica ed istituzionale. Per questo i prossimi passi del Pd piemontese dovranno essere consequenziali senza tatticismi e rinvii».

Condivisione dell’iniziativa di Laus è espressa da uno dei principali leader renziani della regione, il sindaco di Nichelino Giuseppe Catizone: «Ho apprezzato la coerenza politica del consigliere regionale Laus che appoggia, non in modo fittizio, la proposta che qualche giorno fa abbiamo lanciato con Stefano Esposito e Giorgio Merlo». E rispetto alle titubanze (quando non di aperta contrarietà) che serpeggiano nel gruppo consiliare di Palazzo Lascaris Catizone è perentorio: «Se c’è una proposta politica più seria, bene, si facciano avanti. Altrimenti hanno due strade: firmare l’appello di Laus o dire chiaramente che esiste un inaccettabile collateralismo. Basta con i giochi di ruolo!».

 

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