Domani le celebrazioni per Mandela. Il Dalai Lama non ci sarà, giallo sul visto

Il Messaggero
L. Fan.

«Ho perso un caro amico». Così lo aveva saluto dalle pagine del suo sito ufficiale solo pochi giorni fa. Ma il Dalai Lama non ci sarà a dare l’ultimo saluto a Nelson Mandela, domani a Johannesburg, dove sembrava inizialmente atteso. Ad annunciarlo, senza fornire ulteriori dettagli, è stato il suo portavoce Tenzin Takhla. Ma il ricordo torna immediatamente ai quei due visti negati in passato dal Sudafrica di Thabo Mbeki e Jacob Zuma, accusati all’epoca di aver ceduto alle pressioni del potente partner economico, la Cina, che cerca in tutti i modi di limitare i viaggi del leader spirituale tibetano, simbolo – proprio come Madiba – della lotta non violenta per la libertà del suo popolo. Il Dalai Lama è stato in Sudafrica nel 1996, 1999 e 2004, ricevuto dai presidenti ai tempi in carica Nelson Mandela e dallo stesso Mbeki. Ma nel 2009 si vide rifiutare il visto. Era stato invitato a un conferenza per parlare di pace da altri Nobel per la pace come lui, da Mandela e dall’ex presidente Frederick De Klerk, e dall’arcivescovo Desmond Tutu. Poi un’altra volta nel 2011, dove era atteso per celebrare gli 80 anni di Tutu che in quell’occasione accusò il governo sudafricano di essere peggio di quello dell’apartheid. Ed è stato proprio Tutu a paragonare i due grandi uomini, nelle ore successive la morte di Mandela: «Quello che ha passato, ha dimostrato la sua dedizione e la sua abnegazione. Aveva l’autorità e la forza d’attrazione di chi soffre in nome di altri: come Gandhi, Madre Teresa e il Dalai Lama».

Il leader tibetano dunque non ci sarà, accanto ai capi di Stato e di governo, le alte personalità della comunità internazionale, artisti e imprenditori, vip e non, che affolleranno martedì lo stadio di Soweto. Il suo saluto resterà comunque in quelle parole espresse il 6 dicembre: «Il miglior omaggio che possiamo rendere a Mandela è fare tutto ciò che possiamo per contribuire al rispetto dell’unità dell’umanità e lavorare per la pace e la riconciliazione come ha fatto lui». Sugli spalti accanto a 53 leader mondiali – tra cui Barack Obama, Francois Hollande, Enrico Letta, David Cameron e altri – mancherà anche la regina Elisabetta, anche lei in un primo momento attesa alle celebrazioni. Da qualche tempo la sovrana, 87 anni, ha ridotto i suoi viaggi all’estero. A rappresentarla ci sarà il figlio Carlo che domenica 15 dicembre, al termine di una lunga settimana di preghiere e celebrazioni, parteciperà anche ai funerali a Qunu, il piccolo villaggio dove Madiba ha trascorso l’infanzia e dove sarà sepolto.

 

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