Radicali: “Decadenza per Giovine”

Lo Spiffero

«Volete qualche idea su ciò che di “urgente e indifferibile” c’è da fare in Regione Piemonte?». Prendendo spunto dal parere degli uffici di Palazzo Lascaris, che dopo l’annullamento delle elezioni 2010, ritengono che l’ente si debba limitare, appunto, all’ordinaria amministrazione, i Radicali torinesi si sono dati appuntamento oggi sotto la sede del Consiglio regionale in via Alfieri, per ricordare al governatore Roberto Cota e al presidente del parlamentino sabaudo Valerio Cattaneo cosa ancora ci sarebbe da fare prima di chiudere definitivamente le saracinesche e andare alle urne (se, come pare, così sancirà il Consiglio di Stato).

La cosa più urgente riguarda, manco a dirlo, Michele Giovine, il responsabile della sentenza del Tar, già condannato in via definitiva a due anni e otto mesi per firme false, sospeso con decreto del Consiglio dei Ministri alla fine del 2012 e ora in attesa di decadenza definitiva, dopo il pronunciamento della Cassazione avvenuto lo scorso 14 novembre. Cattaneo ha fatto sapere di aver spedito tutto alla Giunta per le elezioni, ma evidentemente i due vice presidenti rimasti a presidio dell’organismo, il dipietrista Andrea Buquicchio e Pietro Toselli del Nuovo Centrodestra – dopo le dimissioni da presidente del democratico Rocchino Muliere – non hanno alcuna fretta e il provvedimento definitivo di decadenza continua a slittare (intanto al suo posto già da un anno siede in Consiglio la compagna Sara Franchino).

Non è tutto: «Ci sono due leggi nazionali che impongono la nomina dei responsabili anti corruzione e trasparenza» spiega il segretario dell’associazione radicale Aglietta Giulio Manfredi. Si tratta della legge numero 190 del 6 novembre 2012 e del decreto 33 del 14 marzo 2013, che peraltro non prevedono nuove spese per l’ente, giacché si tratterebbe di individuare queste figure tra il personale interno. «In questo caso Palazzo Lascaris ha già fatto il proprio dovere, la Giunta faccia altrettanto» chiede Manfredi. E intanto chi oggi avesse bisogno di conoscere dei dati che per legge dovrebbero essere sul sito istituzionale non sa a chi rivolgersi per ottenerli.

A proposito di trasparenza, che dire dei tanti nominati che non hanno ancora pubblicato sul portale regionale la propria dichiarazione dei redditi e stato patrimoniale, anche in questo caso come previsto dalla legge? C’è poi la questione del garante per le carceri: in questo caso, il Consiglio, a causa in particolare dell’ostracismo della Lega Nord, continua a rimandare la nomina da quattro anni, da quando nel 2009 una norma nazionale ne ha previsto l’istituzione. E per protestare anche contro questa mancanza i Radicali hanno già convocato una manifestazione sabato mattina, per protestare sotto il Palazzo di Giustizia, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.

 

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